Cancellieri: Berlusconi è escluso dall'amnistia e dall'indulto

Il Guardasigilli ha assicurato che non ci sono pressioni dal Colle. E sull'emergenza delle carceri: il possibile target è 4 anni per 20 mila detenuti.

Desk2 11 ottobre 2013
"Penso proprio di no". Così il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri intervistata da Giovanni Minoli a Mix24, su Radio24, rispondendo alla domanda se una sua eventuale proposta di amnistia e indulto riguarderà anche Silvio Berlusconi.



Il ministro ha anche assicurato di non aver avuto "nessuna pressione dal Quirinale". Berlusconi sembrerebbe fuori, quindi. "Sì, penso proprio di si", ha detto il ministro. "Il Presidente (Napolitano - ndr) - ha detto - vuole la forza di ragionare insieme, come accadde per il terrorismo, di ritrovare unità di intenti". Un intento di pacificazione che richiama l'amnistia che fece Togliatti.



"Allora - ha osservato il Guardasigilli - il Paese doveva ripartire, la situazione era estremamente dolorosa. Ora è meno dolorosa", ma se un provvedimento di clemenza "serve per il Paese, va fatto. Quella di Togliatti è una linea: ho una sua foto nel mio ufficio", ha detto inoltre il Guardasigilli. Con l'amnistia di Togliatti, però, uscirono dal carcere anche assassini, stupratori, ladri. "No - ha assicurato Cancellieri - assassini, stupratori, ladri non lasceranno mai il carcere".



"Ho idee chiare" sulla legge da proporre su amnistia e indulto. Cancellieri ha sottolineato che un target potrebbe essere quello che tocchi 20 mila detenuti, come avvenuto in casi precedenti. Il termine dei "quattro anni potrebbe essere una traccia", ha aggiunto.



La riforma della giustizia riguarderà "carceri, processo civile e velocizzazione processo penale. Su questi temi faremo molto presto, un mese, due mesi per approntare alcuni provvedimenti e alcune leggi delega nel settore".



"La giustizia spettacolo è un problema: in questi anni ci sono stati eccessi, momenti pesanti, ma non dimentichiamo quello che ha funzionato". "Tortora è il caso che ha fatto più male, il primo e il più doloroso. Poi ce ne sono stati altri, ma non facciamo nomi", ha aggiunto. La violazione del segreto istruttorio: è un problema?, le è stato chiesto. "Sì, lo è", ha risposto il ministro.