Assalto leghista alla pajata romanesca

Quant'è bella Roma ladrona. Mai come adesso gli ex separatisti padani presenziano la scena romana per mettere la forchetta nel piatto delle amministrative del Campidoglio.

Assalto leghista alla pajata romanesca. Di Roberta Benvenuto

Assalto leghista alla pajata romanesca. Di Roberta Benvenuto

Desk2 17 marzo 2016

di Roberta Benvenuto 


Tutti pazzi per Roma Capitale? Sembra che la Lega non abbia che un pensiero fisso: attaccarsi alla lupa del Campidoglio. Se il Partito Democratico non ha dato il meglio di sè nell'ultimo anno sulla spinosa questione romana, da Mafia Capitale alle dimissioni "forzate" del sindaco Marino, passando per le primarie invisibili dei candidati dem, certo non si può dire che il centro destra si profili come una credibile alternativa. 


È un tutti contro tutti dal sapore antico, uno scontro tra seconda e terza Repubblica che fa tornare in mente 'Il patto della Pajata' che infiammava il web, quando i romani non volevano proprio saperne di farsi mettere il cappello dai leghisti. E invece dopo la quasi autocandidatura di Tosi e il ritorno dell'asse Bossi-Berlusca con il Senatur che bacchetta Salvini sulla sua condotta sleale nei confronti dell'ex Cavaliere, sembra che Roma sia diventata la nuova Milano. Ma non da bere, da mangiare. Un po' come se il trasteverino Lando Fiorini si mettesse a stornellare sulla Madonnina del Duomo. Oppure un Brambilla (ops) si candidasse a sindaco di Napoli. Così il nuovo capitolo della politica pop ci costringe ad ascoltare il vocabolario all' amatriciana di Salvini: "Daje Gio', annamo a vince!". Dimmi come parli e ti dirò chi sei. O che candidato meriti. Dappertutto, tranne che in Italia.