Top

Bassolino: Renzi intervenga prima che il Pd precipiti in un burrone morale

​L'ex presidente della Campania commenta l'indagine che vede coinvolto il presidente del Pd regionale: 'la politica ha i suoi doveri di controllo. Cos'altro deve ancora accadere?'

Antonio Bassolino
Antonio Bassolino

Desk2

27 Aprile 2016 - 17.16


Preroll

OutStream Desktop
Top right Mobile

“​Prima l’ex responsabile dell’organizzazione accusato di corruzione di giudice, ora il presidente regionale. La giustizia faccia il suo corso, e si vedrà. Ma la politica ha i suoi doveri. Cos’altro deve ancora accadere?​”. Lo ha scritto su Facebook Antonio Bassolino.​ ​”​Renzi intervenga con determinazione, prima che il P​d ​precipiti in un burrone politico e morale​”, ha concluso.

Middle placement Mobile

Speranza: dobbiamo rafforzare gli anticorpi. Al di là delle singole inchieste, che meritano rispetto, dobbiamo tutti impegnarci per alzare il livello degli anticorpi della politica, dal momento che purtroppo in diversi passaggi appaiono essere più deboli di quello che dovrebbero essere”. Lo ha detto il deputato della minoranza Pd, Roberto Speranza, interpellato alla Camera sull’inchiesta che coinvolge il presidente del Pd in Campania. Interpellato sulla legge sulla prescrizione, all’esame del Senato, Speranza risponde: “E’ giusto accelerare sui singoli provvedimenti ma c’è un tema più generale di anticorpi della politica, da rafforzare”.

Dynamic 1

Intanto la Bindi chiede di esaminare bene le liste per le comunali. “In questa fase di preparazione delle liste, stiamo registrando una sensibilità e un’attenzione maggiore da parte delle forze politiche rispetto al passato”: così la presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi, la quale ha spiegato che, in vista delle comunali, esponenti del Pd, dell’Idv e di Fi “ci hanno chiesto di esaminare le liste. Apprezziamo questa sensibilità e questa attenzione. Il fatto di chiedere a noi di fare delle verifiche, significa che si vuole fare bene”. Bindi ha precisato che l’Antiamfia, proprio per la carenza degli strumenti da parte dello Stato (innanzitutto il casellario giudiziario nazionale non aggiornato e senza carichi pendenti e l’assenza di una banca dati unica di candidati ed eletti, tanto che la presidente dell’Antimafia ha parlato di “totale non conoscenza del personale politico di questo Paese”), si limiterà a fare un lavoro di osservazione sui comuni sciolti per mafia, su quelli in commissariamento ordinario, dopo aver avuto una commissione d’accesso e sui comuni che hanno avuto una commissione d’accesso negli ultimi tre anni. I 15 comuni sotto “verifica” saranno quindi: Battipaglia, Scalea, Ricadi, Badolato, San Luca, Plati, Ioppolo, Roma, Trentola Ducenta, S. Oreste, Briano, Finale Emilia, Morlupo, Diano Marina, San Sostene. “Riteniamo inoltre – ha concluso – che le norme riguardanti la candidabilità nei comuni sciolti per mafia debbano essere in qualche modo rese più rigorose, così come riteniamo che debbano essere inasprite le pene per il reato di scambio elettorale, sia mafioso sia ordinario. Le mafie rappresentano un vero e proprio attentato nei confronti della democrazia e della qualità della vita democratica di un Paese”.


Dynamic 2
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage