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Tangenti, in Lombardia la Lega dei denti d'oro

Emerge l'accordo tra la Mandrake degli appalti e Rizzi, presidente della Commissione Sanità e braccio destro di Maroni.

Rizzi e Maroni
Rizzi e Maroni

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17 Febbraio 2016 - 09.23


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Scoppia lo scandalo delle tangenti sugli appalti per le forniture odontoiatriche in Lombardia con l’arresto di 21 persone tra le quali anche Fabio Rizzi, consigliere leghista della Regione Lombardia e presidente della commissione Sanità e braccio destro del governatore Roberto Maroni.

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Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio sono i reati contestati nell’indagine “Smile” su un gruppo imprenditoriale che corrompendo i funzionari avrebbe pilotato a proprio favore l’aggiudicazione di una serie di appalti banditi da diverse Aziende Ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici.

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Come si arricchivano. Rallentare il sistema sanitario nazionale per ‘dirottare’ i pazienti “sulla più remunerativa attività di solvenza” e guadagnare di più. Questo sarebbe stato, secondo la Procura di Monza, uno degli scopi perseguiti dagli indagati, in un sistema caratterizzato “non solo dalla violazione dei principi cardine di trasparenza, imparzialità, legalità, indispensabili per una buona amministrazione pubblica”, ma anche “l’erogazione di servizi scadenti con ricadute, di natura economica e non, sia sugli enti pubblici che sui pazienti”.

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Le intercettazioni. Più intercettazioni svelano il meccanismo. “Noi facciamo delle liste di attesa tra virgolette” che vadano “alle calende greche”, dice la Canegrati al dirigente Massimiliano Sabatino, dirigente degli Icp di Milano. “La quota del ticket arriverebbe a costare verosimilmente quanto ci costa in solvenza, e quindi gli possiamo dire …allora col ticket costa per dire quaranta euro, senza ticket costa quarantacinque però ce l’ha subito… capito?”. In questo modo, scrivono gli inquirenti, si “cagiona permanentemente un danno all’utenza di rilevante entità ogni qualvolta un paziente necessiti di più prestazioni”. Non mancano casi, citati nelle carte, di pazienti portatori di patologie che li avrebbero mandati esenti da ticket e dal pagamento della prestazione (a carico del Ssn) ma che venivano sospinti per anni (dal 2008 al 2013) in regime di solvenza.

Rizzi: con gli affari mi pago il mutuo. Dalle intercettazioni e dagli atti dell’inchiesta della Procura di Monza sulla sanità lombarda emerge che il consigliere regionale lombardo ed ex senatore leghista Fabio Rizzi percepiva “circa 8.000 euro” al mese e “di questi ne versa 1.500 alla Lega Nord e 5.000 di mutuo”. E proprio per pagare quel mutuo, come risulta da una telefonata tra il politico e la compagna, Rizzi era in attesa di “operazioni giuste” con cui sarebbe riuscito “ad estinguere i mutui”.
In particolare, come emerge da un’intercettazione dell’8 agosto scorso, Rizzi spiegava che “dall’ospedale pediatrico, cioè dall’ospedale in Brasile, potrebbero venir fuori un paio di milioni a testa”. E ancora diceva alla compagna, Lidia Pagani, anche lei arrestata: “Ci sono due o tre operazioni grosse in ballo”. E la moglie: “Si, ma cosa intendi per grosse? Come entrata…”. Rizzi: “Qualche milione di euro”. Pagani: “Da dividere in quanti?”. Rizzi: “Tre”. E parla anche di “una compravendita di zucchero per la Russia”.

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Figura chiave, l’imprenditrice e medico Maria Paola Canegrati. La sua società ‘Odontoquality’, con sede ad Arcore, avrebbe consolidato “una posizione di sostanziale monopolio” che vinceva “la quasi totalità degli appalti”. Appunto per aver favorito la ‘Odontoquality’, Fabio Rizzi e l’imprenditore Mario Valentino Longo avrebbero ricevuto come “remunerazione” il finanziamento della campagna elettorale del politico per le regionali del 2003, una tangente da 50.000 euro (pagata in contanti con l’intermediazione di un soggetto accusato di riciclaggio) e una serie di finte consulenze per 500 euro fatturate dalla moglie di Longo.

Inoltre, stando a fonti investigative, sarebbe stata creata a loro favore una società che si occupa di ambulatori odontoiatrici in strutture sanitarie private, le cui quote sarebbero state intestate alla Canegrati e, per interposta persona, a Longo e Rizzi.

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Duro il leader leghista Matteo Salvini: “Chi sbaglia davvero, non merita la Lega”, ha scritto su Facebook, “Spero che alcuni magistrati non siano in campagna elettorale, è accaduto già troppe volte”, ha aggiunto Salvini.

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Esco ora dal Parlamento Europeo e leggo degli arresti in Lombardia.Prima riflessione: chi sbaglia davvero, non merita…

Pubblicato da Matteo Salvini su Martedì 16 febbraio 2016

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La Regione Lombardia si costituirà “parte civile” nel processo che seguirà l’inchiesta della Procura di Monza. Ad annunciarlo il presidente della Regione Lombardia. “Questa è una cosa che fa male – ha detto Maroni – Sono convinto che dobbiamo continuare a fare quello che facciamo da inizio legislatura per garantire trasparenza, regole e controlli. Questa vicenda – ha proseguito – che mi ha ferito personalmente per i rapporti che avevo con Fabio Rizzi, mi dà la forza per intensificare l’azione di governo in questo settore”.

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