Tempi da Lupi: lui resta incollato alla poltrona

Mentre le opposizioni chiedono le dimissioni del ministro Maurizio Lupi, Angelino Alfano scende in campo per difenderlo.

Tempi da Lupi: lui resta incollato alla poltrona
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18 Marzo 2015 - 11.25


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Il leader Ncd e ministro dell’interno, Angelino Alfano, a margine dell’informativa del premier sul Consiglio d’Europa in Senato “Noi lo sosteniamo, abbiamo piena fiducia in lui e Lupi non ha pensato a dare le dimissioni”.

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Mentre le opposizioni chiedono le dimissioni del ministro Maurizio Lupi. Lo scandalo delle tangenti che ha portato all’arresto di Incalza scatena la bufera sul governo. Il presidente del Pd Orfini interviene: ‘Ci sono cose che destano inquietudine e preoccupazione. C’è assolutamente la necessità che si chiariscano alcuni aspetti, poi si faranno le valutazioni’. La capigruppo del Senato ha deciso all’unanimità di chiedere al ministro di riferire in Aula. Mozioni di sfiducia da Sel e M5S.

Ma il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, secondo quanto si apprende, per ora non sta pensando alle dimissioni.

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“Lupi non è indagato, i fatti non sono tutti a nostra conoscenza. E’ chiaro che ci sono valutazioni politiche che si faranno ma ci vuole un po’ più di contezza delle carte. Poi c’è una decisione che spetta al singolo e credo che sia in corso una valutazione da parte del ministro”. Così il sottosegretario Graziano Delrio. “Io penso che dobbiamo stare ai fatti: Lupi non è indagato – ha sostenuto Delrio – i fatti non sono tutti a nostra conoscenza. Non c’è nessuno obbligo da parte del ministro, ci sono poi le valutazioni politiche che sono oggetto di valutazioni complessive che si stanno facendo in queste ore”. Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio “ad oggi nessuno di noi può fare valutazioni senza un po’ più di contezza della carte. Poi c’è la decisione che spetta al singolo, che può fare delle scelte a prescindere. Credo che una valutazione da parte sua sia in corso, dipende da lui e non da me. Da parte nostra c’è un elemento di prudenza perchè stiamo valutando quello che è successo”.

I retroscena politici raccontano del gelo del premier, che però non vuole cacciare direttamente Lupi anche perché i voti di Ncd al Senato sono vitali per il governo.

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