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Quirinale: Pd unito su Mattarella e Silvio soffre

Non scatta il quorum alla prima votazione per eleggere il presidente della Repubblica. <br>

Quirinale: Pd unito su Mattarella e Silvio soffre

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29 Gennaio 2015 - 18.08


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Nell’Aula di Montecitorio si è conclusa la prima votazione per eleggere il presidente della Repubblica: non scatta il quorum, fumata nera a primo voto.

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Lo spoglio che è pubblico e viene svolto dalla presidente della Camera Laura Boldrini.

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Ncd e Udc voteranno probabilmente scheda bianca anche alla quarta votazione. E’ quanto emerge, a riunione ancora in corso, dall’assemblea dei grandi elettori centristi. Sarà “astensione”, spiega il senatore Luigi Marino a margine della riunione.

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Alfano dichiara: “Ogni valutazione sul governo” fatta in relazione al voto per l’elezione del presidente della Repubblica “è fuori luogo. Per noi il patto di governo tiene ed è estraneo a questa giornata”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, Angelino Alfano ai gruppi di Area popolare.

Silvio Berlusconi all’assemblea dei grandi elettori Fi “Questa situazione segna comunque un altolà al patto del Nazareno”. E ha aggiunto che Fi non voterà Mattarella neppure dopo la quarta votazione quella prevede una abbassamento del quorum utile per la elezione del capo dello Stato.

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Il Pd ha scelto: è Sergio Mattarella il candidato al Colle. Ma Silvio Berlusconi non accetta e ammette che “ancora non c’è un nome per il Quirinale”.

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Enrico Letta “Il clima e’ molto diverso, e’ tutta un’altra cosa. Riusciremo a fare una cosa che non riuscimmo a fare due anni fa e questo e’ il segno che la legislatura si e’ evoluta”. Cosi’ l’ex premier, parlando con i giornalisti alla Camera, vede delle differenze tra oggi e la situazione che porto’ al caos sul Quirinale nel 2013.

Oggi alle 15 a Montecitorio si comincia a votare per il presidente della Repubblica. Ieri Renzi ha visto Bersani e Berlusconi. Pd e Forza Italia al primo scrutinio voteranno scheda bianca, Lega e Fratelli d’Italia Vittorio Feltri. I Cinquestelle scelgono su internet il loro candidato su una rosa di 9: fra loro anche Prodi e Bersani.

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Le parole di Prodi “Io posso essere un segno di contraddizione ma non voglio essere uno strumento di divisione”. È quanto dichiara Romano Prodi con riferimento alla elezione alla Presidenza della Repubblica.

Vendola prende tempo Mattarella al Quirinale? “Ora vediamo”, faremo i nomi “al momento opportuno”. Così il leader di Sel Nichi Vendola risponde, uscendo da Palazzo Chigi dove ha tenuto un incontro sui fondi Ue, ai cronisti sottolineando che tra qualche minuto il gruppo Sel si riunirà sulla candidatura alla presidenza della Repubblica.

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Finocchiaro: Pd Unito “Il percorso scelto dal Segretario Pd per arrivare alla scelta del candidato al Quirinale mi sembra corretto e positivo. Se il segretario indicherà il nome di Matterella all’assemblea dei grandi elettori Pd troverà tutto il partito unito su questo nome che saprà garantire le nostre istituzioni e la nostra democrazia”. Lo sottolinea Anna Finocchiaro.

L’incontro Renzi-Cantone Il premier Matteo Renzi ha incontrato questa mattina presto, a quanto si apprende, il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone. Il nome del magistrato è girato nei giorni scorsi tra i possibili candidati al Quirinale.

Una lunga notte Ieri in serata il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, all’uscita dalla Camera aveva affermato che per il voto “si parte” dal nome di Sergio Mattarella e “si arriva” a Mattarella. Guerini aveva incontrato alcuni esponenti del suo partito tra cui Beppe Fioroni e i giovani turchi Matteo Orfini e Andrea Orlando. “Stiamo lavorando, la nottata è lunga”, ha risposto Guerini a chi gli ha chiesto se ci sia stata una riunione.

C’è anche Confalonieri? Fonti di Palazzo Chigi smentiscono che ieri ci sia stato un incontro o un colloquio tra Matteo Renzi e Fedele Confalonieri come riportato oggi da alcuni organi di informazione.

Mattarella ha un largo consenso nel Pd Mattarella è un candidato che ha il consenso di Bersani e di tutto il Pd. Su di lui neanche gli ex M5S, che Renzi incontra nel pomeriggio alla Camera, porrebbero il veto. Dunque è quello il nome che il premier propone ad Alfano, centristi e FI. Ma quando nel pomeriggio il Cavaliere riunisce i suoi grandi elettori, le sue parole confermano che a Mattarella oppone resistenza: “Il candidato ancora non c’è. E’ in corso una consultazione permanente per un nome di garanzia”, spiega, “il nome maturerà piano piano”.

Proprio per questo, spiega Paolo Romani, la speranza è che al Cav sia accordata una deroga alla pena che sta scontando, che gli consenta di restare a Roma anche oltre la giornata di domani. La partita è ancora tutta da giocare e non è escluso che il no di Berlusconi a Mattarella – che fa il paio con il no di Renzi ad Amato – faccia avanzare altri candidati. In che tempi, è difficile dire. Ma Renzi vuole fare in fretta. Tant’è che il Pd ha chiesto alla capigruppo domani di valutare se fissare non due, ma tre votazioni, nella giornata di venerdì.

A quel punto, se si trovasse un’intesa, un’accelerazione sarebbe possibile. E il quarto scrutinio a quorum ridotto potrebbe consegnare il nome del nuovo presidente già venerdì notte.

In mattinata il premier riunisce i gruppi di Camera e Senato E ribadisce: “Partiamo dal Pd. Sono un contraente del patto del Nazareno ma non accetto” che FI metta il veto a un nome di area dem. Ai suoi parlamentari Renzi conferma che nelle consultazioni quasi tutti hanno chiesto un politico e che si punta a chiudere entro sabato.

E aggiunge: “Non chiedo lealtà ma consapevolezza” che il Pd qui “si gioca la sua leadership”, soprattutto dopo il fallimento del 2013. Dopo aver visto di primo mattino Angelino Alfano e Maurizio Lupi, intanto, il presidente del Consiglio prosegue a Palazzo Chigi i suoi incontri. Verso mezzogiorno arriva Bersani, per un faccia a faccia di mezz’ora nel quale viene ribadita la volontà di arrivare ad un nome della “ditta”: L’ex segretario fa il nome di Piero Fassino mentre Renzi rilancia subito con Mattarella. Subito dopo Pier Ferdinando Casini. E a pranzo Berlusconi.


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