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Imposimato, Rete4, Grillo e le frescacce sul caso Moro

L'ex magistrato ha vinto le quirinarie. Chissà se i grillini conoscono le sue recenti capriole e i suoi scoop basati sulle rivelazioni di noti depistatori.

Imposimato, Rete4, Grillo e le frescacce sul caso Moro

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29 Gennaio 2015 - 19.56


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di Emanuele Conegliano

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Riccardo Fraccaro, del M5s, parlando delle Quirinarie ha esaltato la figura di Ferdinando Imposimato, che è risultato il vincitore.
Ne ha lodato l’impegno di giudice, l’impegno per la legalità, la sua esperienza nella lotta al terrorismo e, in particolare, la sua grande conoscenza del caso Moro.

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Io, che alle Quirinarie non ho partecipato, mi permetto di dissentire e di ricordare, ai più smemorati, che di Ferdinando Imposimato ce ne sono due. Il primo è quello descritto da Fraccaro, magistrato impegnato contro la mafia e il terrorismo.

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Il secondo è l’Imposimato del nuovo millennio, quello che – come ben ricordano gli osservatori politici dell’epoca – si guardò non poco intorno quando si trattò di lasciare la tanto amata poltrona di parlamentare. Fu così che l’ex senatore eletto nelle fila del Pci e poi del Pds dal 2001 divenne amico e consulente del chiacchieratissimo (e non diciamo altro perché è morto) don Pierino Gelmini, il sacerdote tutto ordine, destra e lotta all’islam così caro a Berlusconi (e Gasparri).

Chissà se l’amicizia dell’ex giudice antimafia con un sacerdote condannato per truffa e sotto inchiesta con l’accusa di abusi sessuali sui minori sia sbocciata – quando si dicono le coincidenze – con l’ingaggio del medesimo Ferdinando Imposimato come giudice nella trasmissione Forum, ossia uno dei programmi di punta di Canale5 e Rete4 dove – immaginiamo non gratis- dal 2001 al 2008 fece il giudice. Anni in cui il medesimo Imposimato collaborava con il criminologo e psichiatra Francesco Bruno, noto per aver pontificato dai salotti di Vespa su ogni delitto “al plastico” e per aver definito i gay malati da curare e persone non normali.

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Poi il silenzio e il ritorno col botto: nel 2011 la denuncia contro il governo degli Stati Uniti d’America alla corte penale internazionale, perché, a suo parere, sarebbe stato a conoscenza degli imminenti attentati dell’11 settembre 2001 ma non avrebbe fatto nulla per fermarli. E in contemporanea l’avvicinamento a M5s, in cerca della visibilità perduta (lui che alla poltrona dimostrò di essere così attaccato…).

Uno che denuncia gli Stati Uniti per l’11 settembre e il gruppo Bildberg come mandante degli omicidi Falcone e Borsellino come poteva non essere apprezzato in un movimento in cui si parla di scie chimiche, di Aids come malattia inventata dalle multinazionali e di sbarco sulla luna mai avvenuto? Se chi la spara più grossa ha ragione, ecco che Imposimato/4 stagioni è il candidato più adatto al Quirinale.

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Certo: su 11 settembre, ruolo del gruppo Bildberg la letteratura è ampia e il complottismo è così diffuso che, guardando commenti sulla “rete”, anche i morti di Charlie Hebdo sono una messinscena.

Sul caso Moro, però, no. Le fesserie dette nei libri da Imposimato sono, come dire, accertate: chiamato dai suoi ex colleghi magistrati a chiarire aspetti e fonti delle clamorose rivelazioni (Moro sarebbe stato ritrovato da Gladio ma lasciato morire…) è emerso che Imposimato si abbeverava alla fonte inquinata di un mezzo mitomane despitarore ampiamente noto come tale dagli esperti in materia. Ma che importa? Sparare cazzate paga. Chi conosce gli atti dell’inchiesta? Chi è in grado di fare una verifica che abbia un minimo di attenbilità storico-metodologica? Nessuno. Così Riccardo Fraccaro celebra Ferdinando Imposimato, grande esperto del caso Moro. E perché no il Mago do Nascimento all’Onu?

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