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Sondaggio killer, Marino rischia la poltrona

Per il sindaco conseguenze da terremoto quelle della recente rilevazione di Swg. Il Pd è spaccato. Oggi in Campidoglio riunione del gruppo.

Sondaggio killer, Marino rischia la poltrona

redazione

27 Ottobre 2014 - 13.36


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di Stefano Marzetti

Un sondaggio che si è rivelato un vero killer inviato a far fuori il sindaco di Roma, Ignazio Marino. L’ottanta percento dei cittadini non crede in lui, o ci crede poco. Preferiscono il presidente della Regione, Nicola Zingaretti. Che a Roma supererebbe anche il segretario nazionale, Matteo Renzi. Dati non resi noti immediatamente, come rivela Huffingtonpost.it. Insomma, c’è un sicario che ha ormai nel mirino la vittima commissionata. Con un colpo solo potrebbe buttare giù dalla poltrona l’ex ministro della Salute. La recente analisi di Swg, commissionata dall’interno dello stesso Partito democratico, potrebbe avere conseguenze sismiche sull’amministrazione capitolina. Al punto che oggi – si parla delle 13,30 – in Campidoglio è in programma una riunione del gruppo del Pd. Che potrebbe decidere se finire il primo cittadino o concedergli un’ultima possibilità.

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Un Pd spaccato. Un Partito democratico spaccato. Sai che novità. Perché da una parte c’è chi si diverte a togliere la terra da sotto i piedi del sindaco. Sul banco degli imputati il capogruppo del Pd Francesco D’Ausilio. Anche lui oggi rischia la sfiducia. Lui ha commissionato il sondaggio, pare con un’iniziativa perlopiù personale. Dovrà risponderne. Rischia di essere sostituito. O potrebbe lui stesso dare le dimissioni. Dall’altra parte quelli che Marino lo difendono. Come Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza. Di traverso, come un osso di pollo nel gargarozzo, a lui come ad altri è andato il fatto che di quell’esplorazione sul parere dei cittadini, non vi sia stata condivisione. D’Ausilio, insomma “dovrà rispondere sia delle conseguenze politiche, sia dell’uso delle risorse del gruppo”, afferma Panecaldo, come riportato da Corriere.it..

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Manifestazioni contro. Tutto ciò mentre le proteste anti-Marino si susseguono. Come quella organizzata dall’Unione sindacale di base. “Cinque anni di parole. Ora rispetto degli impegni”, recitava uno striscione sorretto da alcuni manifestanti di fronte al palazzo comunale (foto Corriere.it).
Roma peggiorata. All’attacco del sindaco anche Lionello Cosentino, segretario del Pd romano (come riportato in un’intervista pubblicata su Repubblica.it). Cosentino che è stato sollecitato da una lettera scritta da una parte degli esponenti democratici capitolini. “Manca un dialogo con la città – ha quindi commentato – manca un coinvolgimento di cittadini e associazioni nel governo della Capitale. Perché Roma non si governa da soli ma con una squadra”. Più attenzione alle piccole realtà della Capitale. “Penso ai presidenti dei municipi”, osserva ancora Cosentino. “Bisogna interrogare la città sulle cose da fare, andare nei quartieri, stare in mezzo alla gente. Solo così si recupera il consenso perduto”. E poi il verdetto sulle condizioni di Roma: “Oggi la situazione è peggiore di un anno fa”.

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Marino ostenta sicurezza. Da parte sua Marino, ieri alla Leopolda, pare aver avuto garanzie sul sostegno dei renziani. E quindi ostenta sicurezza. Si dice intenzionato a pensare più al futuro piuttosto che a queste schermaglie e all’attuale malcontento della popolazione romana. Ci tiene a dar l’idea di avere le spalle coperte dalla parte forte dei democrat a livello nazionale. “Sono rimasto positivamente colpito dai contenuti espressi da molti questa mattina (alla Leopolda, ndr) e dalla visione internazionale che Matteo Renzi ha voluto portare con la sua squadra di governo qui”. Ma attenzione. Perché fra i rumor c’è anche quello per cui il presidente del Consiglio non sia per nulla dalla parte del sindaco.

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