Il futuro di Pizzarotti in M5s è in bilico: rischia l'espulsione

Il sindaco di Parma sembra essere sempre più vicino all'addio. I dissidenti lo danno per spacciato.

Il futuro di Pizzarotti in M5s è in bilico: rischia l'espulsione
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11 Giugno 2014 - 18.15


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Dopo il nuovo attacco a Federico Pizzarotti sul blog di Grillo, l’espulsione del sindaco di Parma da M5s sembra essere più vicina. I dissidenti del Movimento e molti degli ormai ex 5 stelle sono convinti che l’esito della vicenda sia scontato. Il deputato Adriano Zaccagnini, uno dei primi a lasciare il gruppo (ora è nel Misto) ha detto di non avere dubbi che alla fine Pizzarotti verrà espulso nonostante la sua “posizione di forza, in questa fase, come sindaco”. Ma – questo il ragionamento – “è evidente che è iniziata l’operazione ‘terra bruciata’ intorno a lui e quindi potrebbero in diversi modi spaccare la sua giunta e metterlo in un angolo”.

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Zaccagnini è anche uno di quelli che lavorano da mesi per creare un movimento nel quale far confluire non solo i delusi dei 5 stelle, ma anche quelli della sinistra di Sel. Già domenica scorsa c’era stato un incontro a Roma con ex grillini di spicco: espulsi della prima ora come Giovanni Favia e Valentino Tavolazzi, senatori ex M5S come Fabiola Anitori e Francesco Campanella, il deputato Zaccagnini. Il loro obiettivo dichiarato è quello di “costituire un nuovo movimento che ritorni alle origini” per “ripartire dal basso e andare oltre Grillo e Casaleggio”.

E l’auspicio è che alla fine sia proprio Pizzarotti a far da guida. Anche perché al Senato, nonostante i numeri che potrebbero garantire la nascita di un nuovo gruppo di ex 5 stelle, è ancora tutto fermo a causa – così viene spiegato – della difficoltà nel mettere insieme persone con storie diverse che comunque si ritrovano ancora nel progetto del Movimento 5 stelle, nonostante siano stati espulsi, e che quindi non se la sentono di dar vita a qualcosa di nuovo; discorso che vale soprattutto per i senatori che si erano dimessi contro i “metodi non democratici” e che per questo, anche loro, sono stati espulsi, senza neanche un voto sul blog.

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Proprio oggi l’aula del Senato vota la richiesta di dimissioni delle senatrici Laura Bignami e Maria Mussini: ma da tradizione, alla prima votazione le dimissioni vengono respinte dall’assemblea. ‘Casus belli’ del nuovo post contro Pizzarotti e’ stata l’intervista del sindaco di Parma ieri a ‘Otto e mezzo’ da Lilli Gruber: intervista nella quale, in realtà, Pizzarotti aveva smorzato molto i toni parlando di “telefonata chiarificatrice” già avvenuta in passato con Grillo e minimizzando presunti scontri. Ma alla domanda se potrebbe diventare lui il nuovo leader dei fuoriusciti, la risposta non è stata un ‘no’ secco e questo non è piaciuto.

Il sindaco di Parma, invece, ha spiegato: “Ho già molti impegni e il prossimo anno sarò anche presidente della Provincia”. Parole che secondo gli integralisti M5s sono ambigue e non escludono un suo impegno a ‘capo’ degli ex. Inoltre, secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, molti deputati integralisti sono convinti da tempo che Pizzarotti sia in torto: “Doveva dimettersi – diceva tempo fa un deputato M5S fedelissimo come Riccardo Fraccaro – subito dopo la ‘sconfitta’ sull’inceneritore.. Se fai la campagna elettorale dicendo che eliminerai l’inceneritore e poi non ci riesci, allora poi devi fare un passo indietro.
Altrimenti, sei come tutti gli altri partiti…”.

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