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Europa: le elezioni immaginarie

«Perché il problema è a monte. Sono i rapporti sociali di forza a decidere e non le elezioni. Queste possono al piú costituire un effetto collaterale.» [Nicolai Caiazza]

Europa: le elezioni immaginarie

redazione

27 Maggio 2014 - 10.50


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di Nicolai Caiazza

Le elezioni europee sono state immaginarie. E sono state immaginarie nel senso proprio che la immaginazione è stata la forza portante e conseguente sia tra gli eletti che tra gli elettori. Cioè la scelta degli elettori non è stata dettata da un interesse sociale di miglioramento della propria condizione sia personale che di classe. Né tanto meno la scelta è stata conseguente alla volontà di perseguire un ideale di trasformazione della società in una direzione o in un’altra.

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Ciò che ha mosso la votazione per l’una o per l’altra formazione é stata l’adesione a una forma, a una immagine mentale, a una illusione di movimento.

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Le Pen e Renzi però hanno vinto e convinto persone che avevano deciso di partecipare alla rappresentazione delle elezioni. L’altra metà della popolazione, che non ha partecipato, ha preferito dedicarsi ad altro. La constatazione della non adesione al gioco elettorale di una parte della popolazione, se fino ad alcuni decenni fa poteva essere oggetto di analisi su una presunta immaturità democratica della popolazione, nella situazione attuale andrebbe piuttosto vista come un rifiuto cosciente di partecipare a un gioco dove, comunque vada, si uscirá sconfitti. È la sindrome del toro che dopo che è entrato nell’arena si rende conto che potrà lottare quanto vuole ma dall’arena uscirà solo da morto.

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Perché il problema è a monte. Sono i rapporti sociali di forza a decidere e non le elezioni. Queste possono al più costituire un effetto collaterale.

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Il capitalismo nei Paesi europei e in Usa è riuscito lavorando con tenacia a quasi realizzare l’obiettivo centrale del fascismo: disintegrare la classe lavoratrice in quanto classe, eliminando le sue proprie organizzazioni come sindacati e partiti operai, si che un operaio é solo un individuo a sé stante e non più parte di un insieme sociale che ha comunanza di interessi. Questa condizione é basica per il capitalismo in vista di una sua prospettiva di sopravvivenza come classe dominante. Solo la frantumazione dei lavoratori potrà rendere possibile un aumento del loro sfruttamento e quindi un aumento del saggio di profitto da parte capitalista. Per questo i Parlamenti in Europa svolgono ormai una funzione decorativa, oltre a essere un intermediario della corruzione e quindi del controllo di una parte della popolazione.

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Il Movimento di Beppe Grillo si é bloccato perché é stato proprio Grillo a bloccarlo quando ha deciso di adattarsi alla via parlamentare. Il movimento era sorto come agglomerazione di una generale protesta sociale che si stava avviando su un binario insurrezionale. Dopo il secondo Vaffaday, il terzo sarebbe stato decisivo per un mutamento dei rapporti di forza in Italia. Esso fu disdetto dal proprio Grillo una settimana prima. Forse sarebbe stato un salto nel buio. L’alternativa é che pur non saltando ci si incammina inesorabilmente verso una situazione di catastrofe sociale.

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Il fatto che si viva la illusione come una realtà non comporta che la realtà sia meno dura. Dopo la fallita rivoluzione del 1905, racconta Trotsky, si verificò in Russia un moltiplicarsi di movimenti e attività religiose: “il popolo cercava di riempire il vuoto dello stomaco con il vuoto dei cieli”.

Il M5s aveva comunque adottato una via che rientrava nei piani dei capitalismo: appoggiare e mobilitare la piccola borghesia, evitare il contatto e la commistione con i movimenti civili di protesta e di rivendicazioni sociali, appoggiare la piccola e media industria, Ripulire e moralizzare la vita politica. Lasciando però intatta la struttura di potere capitalista. Ma ciò ha un limite, anche elettoralmente. Senza la mobilitazione sociale delle classi sfruttate, è l’apparenza, l’illusione, la menzogna ad avere maggiore forza di seduzione. Del resto la seduzione è basata sulla menzogna. Quanto più la menzogna é sfacciata, tanto più intriga e coinvolge i destinatari, facendo loro trascurare i lumi della ragione, il calcolo dei propri interessi, inscenando così un processo di trascinamento, di estraniazione, tale da consentire al seduttore di espletare senza ostacolo valido le proprie mire.

La storia è piena di seduttori che hanno condotto i propri popoli allo sfacelo.

Sottrarsi e combattere il processo di seduzione è possibile affermando la propria identità come persona e come classe: una massa in mobilitazione non é sensibile alla réclame, alle menzogne della pubblicità sia essa quella di un reggiseno o di un aspirante presidente.

(26 maggio 2014) [url”Torna alla Home page”]http://megachip.globalist.it/[/url]
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