Dopo Gianroberto Casaleggio anche il Pd di Parma attacca il sindaco grillino inserendosi nella disputa intestina al Movimento 5 Stelle. «A Parma non c’è solo l’inceneritore e sono molti i settori in cui i 5 Stelle hanno fallito. Il fallimento di Federico Pizzarotti non è quello di un singolo, ma di un movimento che si propone di cambiare le cose, fare l’interesse della gente e abbattere il sistema dei partiti con persone impreparate, senza esperienza nè capacità. Dei perfetti sconosciuti intercambiabili e revocabili dai loro incarichi». Sono queste le parole di Nicola Dall’Olio, capogruppo Pd in Comune.
«Qui a Parma – ha spiegato – è stato promesso ai cittadini ciò che una persona preparata e competente, che si candida ad amministrare una città, avrebbe immediatamente riconosciuto come cosa impossibile da realizzare (lo smantellamento dell’inceneritore quasi ultimato). Grillo si è fatto garante della promessa impossibile a suo modo, dicendo ai parmigiani che Parma era la Stalingrado d’Italia e che l’inceneritore sarebbe partito solo passando sul cadavere di Pizzarotti».
E ha aggiunto: «Adesso Grillo e Casaleggio sono passati a riscuotere. Vogliono il cadavere politico del sindaco e vogliono che il movimento esca bene dalle macerie amministrative della città. Questa finta democrazia orizzontale, da rivoluzione culturale cinese, non può funzionare (lo si vede a Parma e in Parlamento con le espulsioni) ma fa molto comodo al vertice 5 Stelle. Che la propone con forza anche per l’Europa».
