Top

Formigoni: non sono Zio Paperone

L'ex governatore della Regione Lombardia risponde a chi insinua che sia un riccone sfondato: ho i conti sotto sequestro e una casetta a Sanremo.

Formigoni: non sono Zio Paperone

Desk3

11 Aprile 2014 - 11.04


Preroll

«Vogliono far credere che io sia un riccone sfondato, dopo avermi tentato di distruggere politicamente. Hanno messo sotto sequestro un conto con 18 euro di attivo e un altro in rosso di 75 mila. Spero che ora almeno il debito in banca sia da considerarsi estinto». Lo afferma al Corriere della Sera, lo stesso ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni.

OutStream Desktop
Top right Mobile

«La villa in Sardegna non è intestata a me – spiega -. Le tre macchine sono una Panda, una Multipla e una Mito. Non fuoriserie, come si vede. E poi ho una piccola casa a Sanremo ereditata dai miei genitori e due appartamenti a Lecco abitati dai miei fratelli. Sembro un Paperone? Violenza diffamatoria, ecco cos’è. Dopo avermi colpito politicamente ora tentano di farlo sul piano personale». Sui giudici, secondo i quali Simone e Daccò «gestivano un tesoretto» a sua disposizione, l’ex governatore replica: «Fino a ieri mi venivano contestate »utilità« per otto milioni di euro, di cui quattro e mezzo per l’acquisto di tre barche che non sono mai state mie. E poi per le cene pagate da Daccò, un uomo che conoscevo da decenni e che offriva cene a decine di commensali, non certo solo a Formigoni».

Middle placement Mobile

Sulle ricevute mai esibite delle vacanze, aggiunge: «Erano vacanze tra amici. E tra amici non esistono nè ricevute, nè fatture, nè contabilità burocratica. C’era chi offriva i biglietti di viaggio e chi si sdebitava comprando qualcosa durante il soggiorno», «se poi Daccò e Simone hanno commesso degli errori ne risponderanno e pagheranno le eventuali conseguenze penali».

Dynamic 1
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage