Dopo gli scontri di ieri, continuano le bagarre in Parlamento. Le porte di accesso agli uffici della presidente della Camera Laura Boldrini a Montecitorio sono sbarrate da ieri sera. Le porte a vetri blindati risultano chiuse a chiave: devono essere aperte dall’interno dai commessi dell’anticamera. Non era mai successo. Nelle stanze di Montecitorio i parlamentari dei diversi schieramenti si scontrano, urlano e molti, tra ieri e oggi, sono arrivati quasi alle mani. Sono volati offese e spintoni anche tra deputati M5s e Pd. Oggi Alessandra Moretti e Micaela Campana (Pd) hanno denunciato il grillino De Rosa per insulti sessisti. Lui ammette di aver lanciato l’offesa, ma precisa che non era rivolta solo alla Moretti.
“Avevo messo in guardia la presidente Boldrini in questi giorni: se si sopprimono i diritti dell’opposizione, il conflitto si sposta oltre le regole e forse oltre il parlamento. Sono molto preoccupato, la ‘tagliola’ è stata una scelta irresponsabile in un momento di tensione sociale molto alta del nostro Paese. Se non ci fosse il Movimento 5 stelle ci sarebbe stata un’escalation come quella dopo la rielezione di Napolitano. Il risultato è che da ormai 12 ore nessuna commissione alla camera riesce a riunirsi”, ha scritto Luigi Di Maio, deputato 5 stelle e vicepresidente della Camera, nel giorno in cui M5s alza la voce occupando gran parte delle stanze di Montecitorio contro l’Italicum e gli ultimi provvedimenti votati in Parlamento.
Dello stesso tono le dichiarazioni di un altro grillino, Giuseppe Brescia, che parla di “atto di inaudita violenza” da parte di Boldrini: “Ieri è stata varcata una soglia. Nel momento in cui si vanno a rompere gli equilibri, già labili, tra opposizione e maggioranza, l’opposizione deve andare oltre il regolamento. È ovvio che se noi subiamo attacchi così gravi, i cittadini che sono fuori non manterranno la calma”.
Da questa mattina è caos in tutte le commissioni della Camera. In commissione Giustizia i deputati M5s stamattina hanno occupato l’aula e la presidenza dove si esaminava il dl carceri. La presidente Donatella Ferranti ha cambiato sede di esame e messo direttamente in votazione il mandato al relatore che ha avuto l’ok con gli emendamenti tutti respinti per l’Aula.
Alta tensione anche in Commissione Affari Costituzionali, dopo l’approvazione del testato per la nuova legge elettorale. I deputati di M5s, entrati in massa in commissione, stanno bloccando l’uscita dei parlamentari della commissione appartenenti ad altri gruppi. Ci sono stati anche spintoni e scontri fisici.
Tensione anche in sala stampa alla Camera. Alcuni deputati grillini, tra cui Alessandro Di Battista, hanno ‘fatto muro’ fisicamente e poi urlato, impedendo, così, al capogruppo Pd Roberto Speranza di parlare di fronte alle telecamere nella saletta di Montecitorio adibita a questo. Il capogruppo ha dovuto alla fine rinunciare e tra lui e i deputati grillini sono volate parole grosse e ne è sfociata un discussione piuttosto animata.
Bloccato l’accesso ai deputati M5s – I commessi della Camera hanno bloccato l’accesso alla Commissione Affari Costituzionali ai deputati di M5s che non sono componenti della Commissione stessa, su ordine del presidente Francesco Paolo Sisto (FI). Il fatto ha creato confusione all’ingresso dell’aula della Commissione.
Per evitare l’occupazione dell’aula della Commissione da parte dei deputati M5s gia’ in mattinata c’era una folta schiera di commessi che ha chiuso il varco ai parlamentari che non sono membri effettivi della Commissione. Alcuni deputati di M5s hanno vivacemente protestato con gli stessi commessi ricordando che e’ diritto di qualsiasi deputato, anche se non è componente della Commissione, assistere ai lavori all’interno dell’aula.
M5s diserta l’Aula – Sono presenti solo tre deputati del Movimento 5 Stelle in aula. Seduti nei loro banchi ascoltano il discorso della Presidente Laura Boldrini che definisce “gravissimo ed estraneo ad ogni cultura istituzionale e prassi democratica” quanto avvenuto ieri sera a Montecitorio. I deputati Loredana Lupo e Fabio Toninelli si sono messi un bavaglio alla bocca.
Disertano l’Aula, dopo la bagarre per l’approvazione del decreto Imu-Bankitalia, per protesta contro la presentazione della legge elettorale, all’ordine del giorno nella seduta di oggi.
“Il nostro gruppo non parteciperà a questa seduta sulla legge elettorale che, lo ricordiamo, è stata trasferita dal Senato alla Camera grazie al M5s. Le violazioni procedurali degli ultimi giorni sono state troppo violente” ha detto Tonielli prima di abbandonare l’Aula con gli altri due grillini. E riferito alla presidente Boldrini “Questo è il luogo del pluralismo e lei lo ha ghigliottinato”
Sisto (Pd): io minacciato da M5s – “Sono stato minacciato da un esponente del Movimento 5 Stelle che mi ha chiesto se avessi dei figli. Non so se fosse una minaccia ma era una espressione che io ho percepito come tale”. Lo afferma il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto, dopo la bagarre sul voto sulla legge elettorale.
Boldrini “episodi gravissimi” – “Ieri abbiamo assistito a comportamenti estranei alla cultura istituzionale e a ogni prassi democratica” ha detto in aula la Presidente Boldrini aprendo la seduta con all’ordine del giorno la riforma elettorale. E rivolge un appello ai deputati per “comportamenti consoni a un’Aulaparlamentare e a non ostacolare i lavori attraverso azioni al di fuori delle regole.
Ufficio di Boldrini chiuso a chiave – Da ieri sera, dopo tumulti in aula, le porte di accesso agli uffici della presidente della Camera Laura Boldrini a Montecitorio sono sbarrate. Le porte a vetri blindati risultano chiuse a chiave: devono essere aperte dall’interno dai commessi dell’anticamera. Non era mai successo.
“Dopo aver atteso mezz’ora ci siamo allontanati dall’ufficio di presidenza perché la Boldrini era riunita con la maggioranza per decidere il da farsi. Decidono sempre fuori dalle sedi competenti e noi non ci stiamo”, ha detto Luigi Di Maio annunciando che il M5s lascia l’ufficio di presidenza della Camera convocato sugli incidenti di ieri.
Camera, appello a sanzioni immediate – Sanzioni efficaci e immediate: è questa la richiesta arrivata da tutti gli interventi durante l’Ufficio di presidenza della Camera con un appello affinché l’istruttoria termini prima di lunedì.
Parlamentari M5s sull’Aventino – I Cinquestelle disertano i lavori dell’Aula del Senato ora incentrati sulla discussone generale del dl Delega fiscale. Anche a Montecitorio i deputati non si sono presentati in Aula tranne Danilo Tonienelli, Mimmo Pisano e Daniela Lupo che prendono la parola per protestare per i fatti di ieri.
L’ira della Boldrini – “Nessuna divergenza politica può legittimare atti totalmente estranei alla pratica democratica”. Non usa mezzi termini la presidente della Camera, Laura Boldrini, che sul suo profilo Facebook condanna duramente quanto accaduto ieri e oggi in Parlamento. “E’ inaccettabile che anche oggi i deputati M5S vogliano bloccare la Camera – ha scritto nella sua nota -. Dopo l’assalto di ieri in aula, questa mattina gli atteggiamenti intimidatori sono continuati nelle Commissioni, impedendone i lavori con modalità che mostrano la totale mancanza di ogni senso delle istituzioni”.
Oggi in aula alla Camera, la presidente aveva parlato di “episodi gravissimi” ed su questo tono che continua. “E’ pericoloso che si ricorra alla violenza tutte le volte in cui non si è d’accordo” è l’osservazione di Boldrini, che ha fatto sapere che “sui fatti di ieri è stata già aperta un’istruttoria nella quale verranno rapidamente accertate ed eventualmente sanzionate le azioni dei singoli”.
La presidente della Camera ha anche voluto dare la sua versione dei fatti, in particolare riguardo alla decisione di applicare il sistema della “ghigliottina” alla discussione sul decreto Imu-Bankitalia, bloccato dall’ostruzionismo dei CinqueStelle. “Ieri mi sono assunta una responsabilità derivante da comportamenti altrui, da rigidità contrapposte di diverso segno che hanno scaricato l’onere di una decisione assai difficile sulla Presidenza della Camera” ha spiegato Boldrini -. Ho voluto impedire che oggi le famiglie italiane dovessero preoccuparsi di tornare a pagare la seconda rata dell’Imu, come sarebbe successo se non fosse stato votato per tempo un decreto-legge che pure conteneva materie tra loro molto diverse. Per questo ho dovuto far ricorso ad uno strumento fin qui non usato nei lavori della Camera”. Un passaggio difficile, ora superato, dopo il quale, è l’appello della presidente, “torno a chiedere alle forze politiche e al governo di avere, ciascuno per la sua parte di responsabilità, il rispetto dovuto alla Camera e ai suoi percorsi decisionali: che sono, per tutti, garanzia democratica”. Come è garanzia democratica il Presidente della Repubblica, al quale Boldrini esprime tutta la sua solidarietà per la messa in stato di accusa da parte del Movimento Cinque Stelle.
