Un’agenzia sarda per l’energia, è questo uno dei punti cardine del progetto politico di Sardegna Possibile. Michela Murgia, svela alcuni degli obiettivi politici della coalizione, come ad esempio raggiungere la sovranità energetica della Sardegna e l’attuazione di un nuovo piano energetico capace di ridurre i costi sostenuti dai sardi che mediamente pagano il 30% in più rispetto alla media italiana. Michela Murgia – si legge in una nota – assicura che, una volta eletta governatrice della Sardegna, approverà immediatamente la legge regionale organica sul sul riordino della gestione dell’energia in Sardegna, legge che farà da supporto al nuovo piano energetico regionale.
La linea politica è descritta in un articolo apparso oggi sul portale della coalizione che nasce come risposta alle domande apparse sul sito Arreixini. L’articolo è firmato dalla candidata alla carica di governatore e dagli assessori in pectore Pino Frau (Salute), Emanuele Scalas (Difesa dell’Ambiente), Salvatore Corveddu (Industria); Diego Portas (Lavori Pubblici), Gianpaolo Marras (Bilancio e Programmazione), Anna Sulis (Agricoltura).
Il piano energetico Sardo proposto dalla coalizione ha come fine quello di incrementare gradualmente l’utilizzo delle nuove tecnologie per la produzione di energia e di eliminare gradualmente dal mercato l’utilizzo delle fonti fossili per la produzione di energia, tutto questo tenendo conto dell’effettivo fabbisogno energetico della Sardegna. Questo comporta un’immediata esclusione di investimenti per la costruzione di metanodotti o altre infrastrutture fisse per il trasporto del gas verso la Sardegna o dentro la Sardegna stessa, l’esclusione di attività di ricerca ed estrazione del gas dal sottosuolo sardo, acque territoriali comprese. Poi ancora, sei micromodelli sperimentali in aree limitate, sei piccoli comuni, microidroelettrico, solare termico e fotovoltaico, microeolico, biogas per le aziende zootecniche.
Il piano mira anche a finanziare fortemente la ricerca su forme moderne e già mature di generazione elettrica da fonti rinnovabili col fine di attrarre conoscenze e risorse in Sardegna rendendola polo europeo di sperimentazione dell’energia pulita.
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