Ferrero su Renzi: ora la sinistra siamo noi

Rifondazione Comunista al IXCongresso Nazionale di Corciano lancia la proposta di costituire una sinistra unitaria e rimanda l’elezione del nuovo segretario a gennaio.

Ferrero su Renzi: ora la sinistra siamo noi
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9 Dicembre 2013 - 17.30


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di Sara Lucaroni

La ruggine su falce e martello? Macchè. Il comunismo è attuale, la sinistra è viva e rivendica la sua identità di fronte alle derive centriste del Pd. “Renzi ha stravinto le primarie. Adesso abbiamo un democristiano a Palazzo Chigi e un democristiano segretario del Pd”.

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Paolo Ferrero, segretario uscente di Rifondazione Comunista fotografa con un tweet l’incoronazione del sindaco di Firenze alla segreteria dei democratici, a poche ore dalla compattazione delle linee politiche di Prc per la nascita di una sinistra unitaria, dialogante, refrattaria a forme di modernariato e smarcata da un Pd “che di sinistra non ha più nulla”.

E alla chiusura del IX Congresso Nazionale di Prc lancia “un processo di aggregazione della sinistra autonomo ed alternativo al centro sinistra e a quel Pd che ormai è diventato un partito moderato- dice nella relazione conclusiva. Un processo costituente, dal basso e democratico, della sinistra di alternativa, che sappia costruire l’alternativa contro questa Europa, le politiche di austerity e il governo Letta”. Non più solo patrimoniale, No Tav ed F35.

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Passa il primo dei tre documenti sottoposti al voto di 380 delegati da 122 federazioni, già maggioritario nei congressi di circolo e sostenuto dalla segreteria uscente: un nuovo piano per il lavoro; uscita dalla crisi con una sinistra europea che rifiuti l’Europa dei trattati economici e della troika, colpevole di distruggere sindacato e welfare; no al disegno “presidenzialista” di Giorgio Napolitano, che “non è stato garante della Costituzione ma dei poteri forti” e opposizione al governo Letta, un “governo costituente” che ha svenduto il paese con le privatizzazioni e attua politiche di destra.

Gli stati generali umbri, convocati dopo la sconfitta alle ultime politiche e l’assenza dal Parlamento per la seconda volta di fila, non rinnovano però il gruppo dirigente. Eletti i 170 membri del Comitato Politico Nazionale, Ferrero ha proposto una nuova consultazione per eleggere segretario e dirigenti. Tutto rimandato all’11 e 12 gennaio. Intanto, con le percentuali delle primarie ancora fresche, Renzi chiarisce che “non è la fine della sinistra, ma di un gruppo dirigente della sinistra”. Più o meno le stesse parole di Fausto Bertinotti, ex segretario di Rifondazione, che su QN a proposito della certa vittoria di Renzi commentava la dissolvenza del gruppo dirigenziale del PCI e una sinistra mutata geneticamente, tutta rivolta alla cultura liberale.

Eppure, dice “la sinistra dei lavoratori, la sinistra alternativa, è come una fenice: risorge sempre dalle proprie ceneri”. Forse. Ma appare in tutta la sua forza ciò che rende irrisolti e fluttuanti i partiti attuali: la commistione (e la sopravvivenza) delle loro identità di fronte ai cambiamenti. Gli iscritti di PRC sono trentamila. “Rifondazione è viva – dice Ferrero. Anche se nei telegiornali non esistiamo”.

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