Cancellieri: nessuna pressione per Ligresti

«Sono una donna libera, nessun debito di riconoscenza», ha detto il ministro intervenendo in Parlamento sul caso della scarcerazione della figlia del patron di Fonsai.

Cancellieri: nessuna pressione per Ligresti
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5 Novembre 2013 - 16.34


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È durato 18 minuti l’intervento in cui il Guardasigilli Annamaria Cancellieri ha risposto punto per punto alle accuse che le sono state mosse nelle ultime settimane.Di fronte ai senatori ha detto: “non ho mai sollecitato nei confronti di organi competenti la scarcerazione di Giulia Ligresti e non ho mai indotto altri ad agire in tal senso”.
Il Guardasigilli alle 17.30 è intervenuta alla Camera.

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La concessione dei domiciliari, “non è avvenuta a seguito o per effetto di una mia ingerenza, ma per indipendente decisione della magistratura torinese”, ha detto a Palazzo Madama. Un comportamento quello del ministro peraltro confermato dalle stesse parole del procuratore Caselli. “Tutte le risultanze contenute nel fascicolo giudiziario di Giulia Ligresti testimoniano in modo univoco e incontrovertibile” che la scarcerazione è avvenuta senza mie ingerenze.

Cancellieri ha aggiunto: “Nei miei comportamenti non ho mai assunto alcuna iniziativa, se non raggiunta da informazioni sulle aggravate condizioni di salute” di Giulia Ligresti ed “ho sempre agito senza mai derogare dai miei doveri di ministro”. Ha poi ammesso di essere amica di Antonino Ligresti ma ha poi spiegato che “In nessun modo la mia carriera è stata influenzata nè da questo nè da altri rapporti personali, sono una persona libera che non ha debiti di riconoscenza”.

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E poi ha ribadito: “Considero la fiducia del Parlamento decisiva per il prosieguo del mio mandato”: se, dunque, “capisco che è venuta meno o si è incrinata la stima istituzionale su cui deve fondarsi il mandato ministeriale”, allora “non voglio essere d’intralcio e pertanto non esiterò a fare un passo indietro”.

Cancellieri ha poi detto di aver ricevuto in passato delle segnalazioni analoghe. E ha ribadito il suo impegno per risolvere il problema delle carceri. “Ogni vita che si spegne in detenzione è una sconfitta per lo Stato e per il sistema carcerario. Io ne sento il peso e per questo ho dedicato parte rilevante mio impegno al problema carcere”.

Alfano: pieno sostegno al ministro – La politica intanto è divisa. Da una parte il Pdl, che fa quadrato intorno al ministro. “Invitiamo calorosamente e convintamente il ministro Cancellieri a rimanere a fare il ministro della Giustizia come lo sta facendo”, ha detto il vicepremier Angelino Alfano arrivando alla Fiera di Rho-Pero sottolineando che “da parte nostra c’è il massimo sostegno” e che il ministro “è una persona per bene”.

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Maroni: sono per le dimissioni – Di tutt’altro avviso Lega e M5s. Che tornano a chiedere le dimissioni del numero uno di Via Arenula. “Ad oggi sono per le dimissioni” ha detto il governatore della Lombardia Roberto Maroni. Che comunque è favorevole ad un atteggiamento cauto. “Noi non diamo giudizi affrettati o pregiudiziali – ha aggiunto – vogliamo sentire quello che ci dirà. Se non ci convincerà, appoggeremo la richiesta di dimissioni”.

La mozione di sfiducia del M5s – I grillini sono sempre sul piede di guerra: “Cancellieri ha abusato della sua funzione e della sua qualità per questo deve lasciare il dicastero di Via Arenula”, scrive invece il Movimento 5 Stelle del Senato nella mozione individuale di sfiducia depositata a Palazzo Madama. Una mozione in cui si denuncia la violazione delle regole dell’etica pubblica e del ‘supremo’ principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e dell’imparzialità dei pubblici uffici, oltre che un conflitto di interessi che mina il delicato ruolo di Guardasigilli.

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