Decadenza del Cav, ora tocca alla Giunta

Il lavoro della Giunta in Senato è cominciato alle ore 15. Non ci sarà alcun pronunciamento in giornata. Il ricorso a Strasburgo potrebbe allungare i tempi.

Decadenza del Cav, ora tocca alla Giunta
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9 Settembre 2013 - 10.53


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La Giunta per le Elezioni e Immunità di Palazzo Madama si è riunita oggi pomeriggio alle ore 15 per cominciare il dibattito sulla decadenza da parlamentare dell’ex premier di Silvio Berlusconi. La conta dei voti si conferma avversa al leader del Pdl. Sono infatti 14 i senatori che si sono già detti favorevoli alla decadenza in base alle norme della legge Severino, mentre sono solo a 8 quelli pronti a dar battaglia per difenderne le ragioni. In ogni caso il pronunciamento non avverrà domani, ma già si pensa che arriverà fra qualche settimana.

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Favorevoli alla decadenza di Berlusconi sono gli 8 senatori del Pd (Stefania Pezzopane, Isabella De Monte, Felice Casson, Giuseppe Cucca, Rosanna Filippin, Doris Lo Moro, Claudio Moscardelli, Giorgio Pagliari), i 4 di M5s (Maurizio Buccarella, Vito Crimi, Serenella Fucksia, Mario Giarrusso), nonché Benedetto Della Vedova, di Scelta Civica, e Dario Stefano, di Sel, che è il presidente della Giunta.

A questi si oppongono quanti hanno già preannunciato di essere contro la decadenza di Berlusconi: ai sei parlamentari del Pdl (Giacomo Caliendo, Elisabetta Alberti Casellati, Andrea Augello, Nico D’Ascola, Carlo Giovanardi, Lucio Malan), vanno aggiunti la leghista Erika Stefani e Mario Ferrara, già di Forza Italia ed oggi capogruppo del Gal (Grandi autonomie e Libertà), cioè il gruppo che raccoglie i partiti minori del centrodestra. C’è poi il socialista Enrico Buemi, eletto nelle liste del Pd, e subentrato a maggio a Ignazio Marino che si è dimesso per candidarsi a sindaco di Roma. Buemi non si è ancora schierato, e anche sabato ha invitato i membri della Giunta agli “approfondimenti” necessari.

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Alle 15 è previsto in Giunta l’incardinamento del caso con il relatore Andrea Augello che lo illustrerà. Dopo di che la giunta dovrà decidere i tempi delle successive sedute in cui si dovrà svolgere la discussione generale e il voto. E sui tempi è difficile fare previsioni perché molto dipenderà dalle strategia del Pdl che potrebbe sollevare problemi di procedura in pendenza del ricorso a Strasburgo.

Augello, depositata la relazione di circa 80 cartelle – “Ho depositato la relazione e la leggerò appena entrato in Giunta, si tratta di un’ottantina di cartelle”. Lo ha affermato il senatore del Pdl Andrea Augello, arrivando a Sant’Ivo alla Sapienza per la riunione della Giunta.

“Normalmente la giunta non è un collettivo studentesco, ma un luogo di confronto su temi giuridici che richiedono un approfondimento. Normalmente quando il relatore presenta una relazione approfondita, ci si prende qualche giorno per verificare le fonti di giurisprudenza, eventualmente aggiungerne altre e correggere il relatore”, ha detto Augello, relatore sulla decadenza di Berlusconi dal Senato.

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“Io non credo che tutta questa storia che il Pdl voglia prendere tempo o che il Pdl ritenga fondamentale non decadere per un voto della giunta, sia una storia che ha una credibilità se sappiamo tutti che poi dopo c’è l’interdizione, un’altra forma di decadenza più certa e meno opinabile di questa. Il problema del modo in cui si affronta questa discussione è nel fatto irritante che all’inizio le operazioni di questa procedura di decadenza, odoravano di cappelli frigi e di carri di sans culottes e questo non si fa mai, né per Berlusconi né per nessun altro”.

Pezzopane, la Giunta dichiari la decadenza immediata – “Si sta equivocando in queste settimane sulla giunta per le elezioni. Addirittura leggo dichiarazioni fantasiose di Brunetta che affida alla giunta il compito di salvare il governo. La giunta non è un quarto grado di giudizio, non è che può ribaltare una sentenza giunta in Cassazione. Deve semplicemente verificare le carte e sulla base della sentenza e della legge Severino deve procedere alla verifica della posizione di Silvio Berlusconi”. Queste le parole di Stefania Pezzopane, senatrice Pd e componente la giunta per le elezioni del Senato.

“Essendo una condanna di terzo grado ed essendoci la legge Severino che parla di immediata decadenza, diciamo che noi dobbiamo procedere quasi d’ufficio. Dare alla giunta un potere salvifico nei confronti della persona di Silvio Berlusconi e addirittura del governo è un equivoco, un errore, un’alterazione della verità. Uno di quegli elementi che contribuisce a fare di questo paese, un paese anormale”.

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Alfano, chiediamo che la Giunta sfugga alle logiche destra-sinistra – “Noi chiediamo alla Giunta di sfuggire alla logica centrodestra-centrosinistra”. Lo ha dichiarato il segretario del Pdl, Angelino Alfano, vice-presidente del Consiglio, durante “La telefonata di Belpietro” su Canale 5. “Se voteranno in base alla logica amici o nemici è evidente che i numeri sono a favore della sinistra, delle decadenza immediata. Se invece Silvio Berlusconi non viene valutato come il nemico storico, abbiamo la certezza che un approfondimento ci sia”.

Il 19 ottobre l’udienza per rideterminare l’interdizione – Qualunque sia il verdetto della Ginta si svolgerà il 19 ottobre alla III Corte d’Appello di Milano, secondo fonti legali, l’udienza della vicenda Mediaset per la rideterminazione dell’interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi, condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale.

Il primo agosto la Cassazione aveva deciso il rinvio solo per la pena accessoria di 5 anni. In questa causa la pubblica accusa sarà rappresentata dal vice procuratore generale Laura Bertolè Viale.

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La Cassazione, a conclusione del processo Mediaset, aveva confermato la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale nei confronti dell’ex premier, mentre aveva impartito la disposizione alla Corte di Appello di Milano di ricalcolare la pena accessoria della interdizione per 5 anni dai pubblici uffici che potrebbe diminuire da un massimo di tre anni fino a un minimo di 12 mesi.

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