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La Pitonessa e il piduista: vale solo la legge di Silvio

Dopo oltre venti anni di affaracci suoi, Berlusconi oggi dovrebbe accettare le regole della democrazia? Ma perché? si chiedono Pitonessa e falchetti piduisti vari.

La Pitonessa e il piduista: vale solo la legge di Silvio

redazione

27 Agosto 2013 - 18.49


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Vogliamo dare ragione, una volta tanto, al Caimano e allo stuolo plaudente, sofferente e adorante dei suoi sodali? Vogliamo dire, per una volta, che il piduista Fabrizio Cicchitto, la politica con la bava alla bocca, stavolta non ha tutti i torti? Voi chiederete: su che cosa? (Ed è arduo scalare questa montagna) Ma veniamo al dunque.

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E partiamo dalla premesse sotto forma di domande retoriche alle quali bisogna rispondere sì: Berlusconi è ricco sfondato? Mentre il Paese affondava nella crisi e nella disoccupazione le sue imprese hanno fatto utili a pioggia? Il Parlamento gli ha scritto almeno una decina i leggi ad personam? Ha votato sul fatto che Ruby fosse la nipotina di primo letto di Mubarak? Il Porcellum è una legge elettorale che serve a portare in Parlamento i maggiordomi? In questo ventennio e oltre ha potuto costruire la cultura plastificata del paese anche grazie alle sue tv commerciali? In questi anni ha tenuto in ostaggio il Paese sulle priorità personali che di volta in volta accadevano?

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Fermiamoci qui. Ognuno a suo piacimento può aggiunger domande retoriche. Allargando anche il fronte sugli strani rapporti con alcuni del Pd, con le manifestazioni eversive contro la magistratura, con le pagliacciate internazionali, i bunga bunga del pensiero e della filosofia politica. Insomma, fermiamoci qui, visto che abbiamo capito che cosa hanno rappresentato questi anni per i cittadini nudi, travolti e traditi. Costretti al consenso o al dissenso, ma solo ad personam. Mentre tutto intorno la società perdeva di vista i riferimenti etici, culturali, sociali. E lentamente prendeva l’aspetto plastificato e fasullo del suo ispiratore massimo.

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Di fronte a venti anni di questa giostra qualcuno ha il coraggio di dire che Berlusconi è un cittadino come gli altri? Che la legge deve valere per lui come per chiunque altro? Che siamo in una democrazia in cui le regole vanno rispettate? No, tardi. Gli avete apparecchiato questo Paese come fosse una tavola imbandita dove ha potuto fare tutto, ma proprio tutto quello che ha voluto, fregandosene delle regole, e oggi mi venite a dire che in questa farsa esiste la parola fine?

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Chi scrive lo auspica, senza fiducia. Ma capisce anche che una sottile pensatrice come la Pitonessa ritenga plebea la Costituzioni e le sue leggi del ciufolo, un insulto all’oligarchia che la fa da padrona. E si capisce anche che uno come Cicchitto venga a spiegarci che se c’è una contraddizione tra le azioni del Cavaliere e la legge, non il Caimano che deve piegarsi. Ma è la legge che deve essere messa in discussione. Come è stato fatto ogni volta.

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Certo, per me il Caimano è tramontato. Naufragando nella sua melma. Ma sicuramente ci ha lasciato un’estate indimenticabile e un Paese devastato, oltre a una classe politica talmente impaurita e priva di coraggio che ormai non potrà che muoversi sull’onda di un berlusconismo prima culturale e poi politico. Un fascismo da Colpo Grosso a corrodere le menti.

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