“È una vicenda di grande delicatezza, sulla quale si impone la massima chiarezza: una vicenda che tocca aspetti di grandissima rilevanza per il nostro Paese e per i suoi valori fondamentali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, intervenendo alle commissioni Esteri di Camera e Senato sulla vicenda dell’espulsione di Alma Shalabayeva e di sua figlia nel maggio scorso.
Il comportamento dell’ambasciatore kazako a Roma sull’affaire Ablyazov è stato “intrusivo” e “inaccettabile”. “La mia credibilità personale è per me un grande patrimonio” ed ho vissuto “con grande amarezza in queste settimane. Sono stata tormentata e non ci ho dormito ma non ho mai pensato di dimettermi” ha detto il titolare della Farnesina.
Astana “ci ha fatto sapere di volere buoni rapporti con l’Italia. Ritengo evidente che, dopo questo episodio, la qualità dei rapporti dipenderà dalla disponibilità dei responsabili di Astana” a dare la loro “imprescindibile collaborazione” e “pieni diritti e libertà di movimento ad Alma: valuteremo, tempestivamente, le misure più opportune da adottare nei confronti dell’ambasciatore Yelemessov”, ha affermato la Bonino.
Sulle espulsioni dal territorio italiano, cui la Farnesina non è competente, serve “una maggiore condivisione delle informazioni”: ho rappresentato al “premier, che condivide in pieno, la necessità di un nuovo e più efficace raccordo delle altre amministrazioni con il ministero degli Esteri.
La “priorità” è la “tutela delle due cittadine kazakhe, è quanto che ci sta più a cuore”. Stiamo svolgendo e continueremo a fare con forte determinazione interventi, a Astana, Bruxelles, Vilnius, per la piena libertà di movimento di Alma e la figlia: lo sento come obbligo morale, prima che politico”, ha sottolineato Bonino.
