“Non può congelare d’autorità una delle possibili soluzioni al problema del governo del Paese, quella in atto, come se fosse l’unica possibile, come se fosse prescritta da una volontà superiore o come se fosse oggettivata dalla realtà storica. Lei non può, perché altrimenti la democrazia verrebbe sospesa”. Lo ha scritto preoccupato in una lettera aperta Fausto Bertinotti rivolgendosi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
“Lei – si legge nella missiva del’ex leader di Rifondazione comunista – non può trasformare una Sua, e di altri, previsione sui processi economici in un impedimento alla libera dialettica democratica. I processi economici, in democrazia, dovrebbero poter essere influenzati dalla politica, dunque dovrebbero essere variabili dipendenti, non indipendenti”.
Bertinotti vede nella realtà politico-istituzionale del Paese “una schizofrenia pericolosa” in quanto da un lato “si cantano le lodi della Costituzione repubblicana, dall’altro, essa viene divorata ogni giorno dalla costituzione materiale”.
Quando il Quirinale chiede al Parlamento “di sostenere il governo perché la sua caduta porterebbe a danni irreparabili” contribuisce “alla costruzione dell’edificio oligarchico promosso da questa costituzione materiale”.
