“Il governo esce più debole dall’ affare Shalabayeva, che per noi non è chiuso”. Lo ha ripetuto a chiare lettere il segretario del Pd Guglielmo Epifani. Il segretario ha chiesto che l’esecutivo “riacquisti autorevolezza e forza”, pena la mancata sopravvivenza alle sfide dell’autunno, e invita il governo a occuparsi di crescita e lavoro.
Il caso kazako, ha spiegato, “non è chiuso perché ha prodotto un vulnus impensabile in qualunque Stato sovrano. Quel che emerge, giorno dopo giorno, è la nostra totale cessione di autonomia come Paese. Sembra che un ambasciatore di una nazione straniera si sia incuneato nel nostro sistema e sia riuscito a portar via una donna e una bambina senza che nessuno lo abbia fermato”.
Di fronte “a una perdita di sovranità e di credibilità internazionale” occorre secondo Epifani “fare chiarezza” e un passo indietro di Alfano “sarebbe stato opportuno”. La sfiducia del ministro dell’Interno in Parlamento per il Pd non era praticabile: “sarebbe caduto il governo”.
Epifani ha incalzato l’esecutivo con le priorità “per affrontare la crisi economica e sociale”. In primis “forti investimenti sulla scuola”, poi l’allentamento del patto di stabilità, dare seguito all’impegno assunto nei confronti degli esodati, l’apertura dei “rubinetti del credito, pensando soprattutto agli artigiani e alle piccole e medie imprese”.
