Inizia con un battibecco la Copertina di Maurizio Crozza a Ballarò. “La nostra politica oggi è come il meteo: nessuno ci capisce più una mazza”. E la Carfagna interviene, ricordando al comico il triste teatrino di cui fa vittima a Sanremo, peraltro messo in atto da due “vicini” al Pdl. Una caduta di stile da parte dell’ex ministro.
Poi Crozza continua con i commenti sulle amministrative. “A Roma c’era una scheda così grande che qualcuno l’ha usata come copripiumino”. Su Marino: “A San Giovanni c’era così poca gente che si è messo a parlare al cellulare per non sembrare un pazzo che parla solo”. E avvisa Civati: “Occhio che state vincendo! Rischiate! Non sarebbe ora di chiamare Bersani?” E sulla debacle della Lega: “È così grave che l’ha capita anche il trota!” dice il Crozza-Bossi. Infine il crollo del MoVimento 5 Stelle: “Con questi risultati lo tsunami si è filo ridimensionato: è fra la secchiata e la perdita del lavandino”. E imita Grillo all’ipotetico auto-vaffanculo day: “Siamo tuti morti! Dobbiamo andare a casa!”
