“Il 10 aprile ho consegnato a Pierluigi
Bersani una lettera di dimissioni da presidente dell’Assemblea
nazionale del Pd. Avevo lasciato a lui la valutazione sui tempi
e i modi in cui rendere pubblica una decisione maturata da
tempo. Ma non intendo attendere oltre. Non sono stata
direttamente coinvolta nelle scelte degli ultimi mesi né
consultata sulla gestione della fase post elettorale e non
intendo perciò portare la responsabilità della cattiva prova
offerta dal Pd in questi giorni, in un momento decisivo per la
vita delle Istituzioni e del Paese”. Lo rende noto con un
comunicato Rosy Bindi.
La rinuncia di Prodi. “Oggi mi è stato offerto un compito che molto mi onorava anche se non faceva parte dei programmi
della mia vita. Ringrazio coloro che mi hanno ritenuto degno di questo
incarico. Il risultato del voto e la dinamica che è alle sue spalle
mi inducono a ritenere che non ci siano più le condizioni”. Così
Romano Prodi prende atto della mancata convergenza sul suo nome nella
corsa al Quirinale. E poi chiude: qualcuno si prenda le sue responsabilità.
