M5s: Bersani rinunci ai rimborsi, poi discutiamo

Il capogruppo grillino al Senato Crimi pone le sue condizioni al Pd per un dialogo sul governo. Poi chiede scusa ai giornalisti dopo aver detto che gli stanno tutti sul c...

Vito Crimi
Vito Crimi
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22 Marzo 2013 - 14.05


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In attesa della decisione ufficiale di Napolitano sull’incarico di governo, quelli del M5s rimangono sulla loro linea, lanciando solo qualche timido messaggio di apertura al Pd. Vito Crimi, capogruppo M5S al Senato, in riferimento alla richiesta a Bersani di rinunciare ai rimborsi elettorali, ha infatti detto oggi: «Non lo farà mai. Nel caso lo facesse sarebbe il primo atto di un cambiamento vero, reale, provato. Faccia questo gesto e poi ne riparliamo». Poi crini ha ribadito il no a una «fiducia in bianco a gente come Bersani».

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Ha continuato Crimi: «La fiducia in bianco è difficile darla a queste persone che le promesse le hanno fatto, sempre disattendendole. Una provocazione è stata lanciata a Bersani dal blog di Grillo. «Non mi sembra di aver visto all’interno degli otto punti di Bersani, che poi sono diventati 200 punti, delle posizioni nette. Sono tutti dei “vedremo”. È assolutamente impensabile che si possa dare ancora fiducia in bianco a gente come Bersani. Lo dico io e lo dice il gruppo M5S». «Se Bersani firma la lettera che gli abbiamo proposto dal blog di Grillo di rinuncia ai rimborsi elettorali, allora dico: parliamone. È una provocazione. Non lo farà mai. Nel caso lo facesse sarebbe il primo atto di un cambiamento vero, reale, provato», aggiunge. «I cittadini hanno detto no a questa classe politica. I numeri sono questi».

E di fronte all’ipotesi di un governo guidato ad esempio da Gustavo Zagrebelsky, Crimi fa sapere: «Bisogna capire chi porta Zagrebelsky, dove e come lo circonda. Il suo come quello di altri che vengono citati, è un nome assolutamente stimato e impeccabile, ma messo lì e circondato da questa politica e da questo Pd, non so fino a che punto sarebbe un cambiamento. Vediamolo. Dopo ne parliamo».

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Poi Crimi ha chiesto scusa ai giornalisti, dopo che ieri aveva fatto sapere, con l’eleganza e la moderazione propri di chi ricopre un incarico parlamentare, che i giornalisti «mi stanno tutti sul cazzo». Dopo l’ennesima gaffe, il capogruppo dei grillini è stato costretto a chinare il capo: «Chiedo scusa a tutti i giornalisti bravi e seri, che sono davvero tanti. Stavo tornando di sera a piedi e sono stato fermato da due ragazzi che mi hanno detto che erano studenti e non sapevo stessero già registrando – ha provato a giustificarsi –. Mi è scappata la frase che i giornalisti in queste giornate hanno forse esagerato. In questi giorni sui giornali escono cose offensive per la categoria di giornalisti per come sono scritte. Ad esempio hanno scritto che una persona» che sostiene una relazione tra vaccini e omosessualità «sarebbe da me conosciuta, quando invece mi è sconosciuta».

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