Monti se ne va, ecco le riforme che saltano

L'annuncio del presidente Monti di dimettersi, salva solo la legge di stabilità ed il pareggio di bilancio.

Monti se ne va, ecco le riforme che saltano
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9 Dicembre 2012 - 15.45


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Le dimissioni di Mario Monti complicano l’iter di alcune riforme già avviate da tempo. Ma per tutte le altre riforme strutturali, il percorso di approvazione parlamentare appare irto di ostacoli.

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L’unica che si salverà è la legge di stabilità ed il pareggio di bilancio.
Il provvedimento ha al suo interno la soluzione per i 260mila precari della pubblica amministrazione con i contratti in scadenza, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, ed il trasferimento dell’Imu ai comuni.

Pareggio di Bilancio. E’ l’altro dei due provvedimenti che il Capo dello Stato ha voluto mettere in sicurezza e citare nel comunicato con l’annuncio del passo indietro di Monti. Il Ddl costituzionale sul pareggio di bilancio dovrebbe essere votato martedi alla Camera e poi passare al Senato.

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Ilva. Il decreto sull’Ilva che ha annullato il sequestro degli impianti di Taranto consentendo al centro siderurgico di riprendere la produzione ed al tempo stesso di avviare tutte le attività di messa in sicurezza ambientale degli impianti.

Lavoro. Si tratta di cancellare alcune norme della riforma Fornero che riducono la flessibilità in entrata.

Decreto sviluppo. Il decreto sviluppo del Ministro Passera va convertito in legge entro il 18 dicembre, il Senato lo ha appena approvato ma la Camera ha sei giorni per il via libera pena la decadenza.

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Province. Calendarizzata per l’esame dell’assemblea del Senato mercoledì la discussione sulle province non ha registrato ancora di fatto un accordo. I due relatori, Pd e Pdl, hanno presentato separatamente emendamenti in parte coincidenti e in parte no. Sul dl pesa anche la pregiudiziale di costituzionalità che, ritirata durante l’esame in Affari costituzionali, è stata preannunciata fin dai giorni scorsi per l’Aula dal Pdl.

Legge elettorale. Le schermaglie degli ultimi giorni tra Pd e Pdl rappresentano di per se la prova documentale del fatto che le prossime elezioni politiche si terranno con il tanto vituperato Porcellum. Nonostante i favorevoli auspici del Presidente del Senato Schifani, il testo della riforma deve ancora essere esaminato dalla Camera.

Delega fiscale. La riforma del sistema contributivo molto a cuore dei cittadini e delle imprese in questo momento di crisi. La Camera l’ha già approvata ma adesso si trova ferma in Commissione Finanze del Senato, respinta dall’aula. Molto difficile che questa riforma passi, anche perchè si sta cercando di introdurre delle modifiche che trovano la contrarietà del governo.

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