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Grillo contro l'euro: non è un tabù

Il comico attacca Monti: "Se per rimanere nella moneta unica dobbiamo uccidere l'economia del Paese allora è il caso di fermarsi e riflettere".

Grillo contro l'euro: non è un tabù

Desk

27 Aprile 2012 - 11.03


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Beppe Grillo porta avanti con sempre maggiore insistenza la sua battaglia contro l’euro. La crisi si fa sentire sempre più su imprese e lavoratori, l’Europa impone una politica di austerità troppo dura per il Paese. Perché non pensare seriamente di uscire dalla moneta unica? Questo il pensiero del comico che spiega: “Quando si mette in discussione l’euro, la reazione indignata e corale è ‘Non possiamo uscire dall’Europa’, come se l’Europa si identificasse con l’euro. Si può rimanere tranquillamente nella Ue senza rinunciare alla propria moneta. Su 27 Stati aderenti alla Ue, dieci hanno mantenuto la loro divisa”.

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Secondo il comico genovese il motivo prioncipale della crisi di Grecia, Portogallo, Spagna e anche Italia è dover seguire le direttive tedesche all’interno della moneta unica: “Chi è oggi in crisi in Europa? In assoluta prevalenza i Paesi che hanno adottato l’euro con economie cosiddette deboli. La domanda è “Deboli rispetto a chi?”, ovviamente rispetto alla Germania. Stati come Portogallo, Italia, Irlanda, Spagna, Grecia e forse in futuro Francia e Olanda non possono reggere il passo dell’economia tedesca. Una moneta dovrebbe riflettere il valore dell’economia di un Paese, ma l’euro rappresenta al più il valore del marco”.

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Non manca l’attacco spietato al premier Monti, che sta strangolando l’economia italiana secondo Grillo: “Da quando Rigor Montis ha deciso di applicare la sua manovra di lacrime e tasse per salvare l’Italia siamo sprofondati, hanno chiuso circa 140.000 aziende nel primo trimestre, la disoccupazione è alle stelle e gli imprenditori suicidi non si contano più, il valore degli stipendi è ritornato al 1983. L’Imu, l’Imu bis e il Super Imu sono alle porte. L’Italia boccheggia come una balena spiaggiata. Lo ha capito persino Draghi che di fronte alla possibile serrata del Paese ha invocato meno tasse e forti tagli alla spesa pubblica”.

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Per Grillo è il momento di discutere seriamente dell’opzione di uscire dall’euro: “Se per rimanere nell’euro e pagare gli interessi sul debito alle banche, in prevalenza tedesche e francesi, dobbiamo uccidere l’economia del nostro Paese forse è il caso di fermarsi a riflettere. In particolare se il debito pubblico e lo spread aumentano comunque mentre veniamo strangolati. L’euro non può essere un tabù”.

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