Via libera del Pd a Letta e Amato? Smentita

La svolta attesa per il governo Monti annunciata e poi smentita. Il presidente incaricato chiede ministri politici per arrivare al 2013.

Via libera del Pd a Letta e Amato? Smentita
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15 Novembre 2011 - 12.51


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L’idea di Mario Monti è chiara: il nuovo governo, per fare le riforme che servono, non può durare pochi mesi, ma fino al 2013. Ed è questo il motivo per cui i ministri non possono essere solo tecnici.
Per un esecutivo che possa durare servono personalità politiche, in grado di garantire la necessaria stabilità. Le consultazioni di oggi sono quelle decisive: Monti ha visto i due partiti principali: Pd e Pdl. Che nei giorni scorsi hanno però chiarito la propria posizione: no a ministri politici.
Con i democratici l’incontro è iniziato alle 9,30. Alle 11 è la volta della delegazione del Popolo della Libertà. Nel pomeriggio, alle 15, Monti vedrà le parti sociali: Confindustria, sindacati, Abi e Ania.

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Bersani: “Sostegno a governo tecnico”

“E’ stato un incontro molto positivo e mi pare che la pratica sia ben avviata”: ha detto Pierluigi Bersani al termine dell’incontro, confermando “il pieno e convinto sostegno allo sforzo e al tentativo di Monti”.
“C’è stato uno scambio di idee sui temi programmatici e da parte nostra è arrivata la conferma al sostegno di un governo di autorevole caratura tecnica, non per sostenere meno ma per sostenere meglio”.
Dunque il segretario del Pd conferma la linea: pieno sostegno a Monti, ma per un esecutivo tecnico.


Il veto di Pd e Pdl: no a personalità politiche

Il “disegno” di Monti, ossia quello di un governo composto anche da politici, non è infatti condiviso da Pd e Pdl. Anzi. I due partiti hanno chiarito di non volersi impegnare con i propri rappresentanti.
Mano tesa, al massimo, solo per “personalità d’area” come Giuliano Amato e Gianni Letta. “Personaggi” di riferimento, ma non troppo addentro ai partiti.
D’altronde Berlusconi vuol tenere il nuovo governo a galla al massimo per cinque sei mesi, per poi tuffarsi nuovamente in un bagno elettorale (mantenendo la guida dello schieramento di centro-destra).
Bersani, dal canto suo, non teme le elezioni ravvicinate: i sondaggi sono tutti a suo favore e una vittoria sarebbe a portata di mano.

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