Manovra all'antica: niente solidarietà ma pensioni sotto tiro

Accordo dopo 7 ore di vertice tra Bossi, Berlusconi e Tremonti. L'Iva non si tocca, ma le pensioni sì. Alleggerito il taglio agli Enti locali. Il bluff sulle Provincie.

Manovra all'antica: niente solidarietà ma pensioni sotto tiro
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30 Agosto 2011 - 09.24


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di Giulia Nitti

E ri-paga Pantalone. Oltre 7 ore di lunghissimo faccia a faccia tra Bossi, Berlusconi e Tremonti per trovare la quadra sulla manovra-bis da 45,5 miliardi. E ad Arcore si cambia il volto alla manovra varata da Tremonti e dal governo solo poche settimane fa. Proprio a poche ore dalla scadenza per la presentazione dei nuovi emendamenti al Senato, dove ne sono stati presentati ben 600 e dove da oggi inizia la corsa per varare le nuove norme. L’opposizione ha forti dubbi sui conti finali delle decisioni prese. “Non mi pare -dice il Pd, Bersani- che abbiano trovato la quadra”.

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Niente aumento dell’Iva, niente contributo di solidarietà. Ecco le principali novità: non ci sarà l’annunciato aumento dell’Iva, salta il contributo di solidarietà (che comporterà un intervento sulle pensioni), è previsto un alleggerimento dei tagli agli Enti locali (circa 2 miliardi), e si “salvano” i piccoli Comuni, ai quali verrà chiesto comunque di accorpare i servizi. Rimandato, invece, il taglio delle Provincie e il dimezzamento dei parlamentari, entrambi destinati a un disegno costituzionale tutto da inventare. Un bel “bluff”, quindi, considerati i tempi lunghissimi di approvazione.

Modifiche alle pensioni. Dalle prime anticipazioni sembra dunque eliminato il contributo di solidarietà (il prelievo partiva dai redditi pari a 90mila euro) che sarà applicato solo ai redditi di deputati e senatori mentre per tutti gli altri verrà sostituito con un intervento sulle pensioni, con buona pace per gli impegni di Bossi. Le pensioni si calcoleranno in base agli “effettivi anni di lavoro”. In altre parole il raggiungimento degli anni di anzianità non terrà più conto degli anni di servizi militare prestato e degli anni universitari (previsto grazie al riscatto della laurea).

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Alleggerito di due miliardi il taglio agli Enti locali.
Due miliardi di euro in meno per i tagli agli Enti locali. Le risorse, secondo fonti di maggioranza, sarebbero reperite da una rimodulazione dei vantaggi fiscali ed un intervento sulle pensioni. Si salveranno i piccoli Comuni, ai quali verrà chiesto comunque di accorpare i servizi. Il nuovo testo prevede l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013, consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri. Spiccioli, alla fin fine.

Salta l’aumento dell’Iva. Secondo i calcoli dell’Adoc, ogni famiglia avrebbe subito un aggravio medio di 125 euro. “Aumentare l’Iva – diceva il presidente Adoc Carlo Pileri – significa abbattere i consumi, già in picchiata a causa della crisi”. Allarmato anche il Codacons, che stimava la stangata in 290 euro. “E’ incivile -fa sapere l’associazione – che il Governo decida, con l’aumento dell’Iva, di tassare tutte le famiglie italiane, ricche e povere, per graziare i politici ed i loro privilegi, eliminando quei pochissimi interventi e conservando, di fatto, le inutili spesso inutili province”.

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