La maggioranza esprime soddisfazione per l’accordo sulla manovra raggiunto ieri ad Arcore.
Se alla conclusione del vertice era stato Tremonti, lunedì, ad apprezzare con un “molto bene” le modifiche, oggi è la volta del presidente del Consiglio. “Sono molto soddisfatto”: dice Berusconi. “Ora abbiamo una manovra più equa”.
Di parere opposto il giudizio del segretario Pd, per il quale al contrario le novità emerse da ieri finiscono per punire i più onesti (in particolare con l’intervento sulle pensioni) e non colpiscono come dovrebbero gli evasori fiscali.
“La giustizia di Arcore e di Bellerio – dice infatti Pierluigi Bersani – è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea”.
“Dopo il patto di Arcore – conclude il leader dei democratici in una nota – i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più”.
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