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Berlusconi raccontato da Seneca

«E il poverin, che non se l'era accorto, ancora combatteva ed era morto». Torquato Tasso, Gerusalemme Liberata, Atto IV°, capitolo XVII. [Ennio Remondino]

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Ennio Remondino

9 Agosto 2011 - 16.51


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Il commento sui gravi eventi di questi giorni è affidato a Lucio Anneo Seneca, anziano collaboratore romano originario della Spagna (Cordova, 4 d.C.).

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La durata del governo Berlusconi. «Quel che importa non è morire più presto o più tardi, ma importa morire bene o male, ma morire bene è fuggire il pericolo di vivere male». (Epistole a Lucilio, 70).

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Crisi e questione morale.. «C’è chi è schiavo della lussuria, chi dell’avidità, chi dell’ambizione, tutti sono schiavi della speranza, tutti della paura. Ti mostrerò (…) un ricco signore servo di un’ancella» (…) (Ibidem)

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Governo italiano commissariato. .«siamo tutti schiavi del destino: qualcuno é legato con una lunga catena d’oro, altri con una catena corta e di vile metallo. Ma che importanza ha? (…). (De tranquillitate animi).

La crisi economica, produttiva e sociale.. La politica si riscuote e interrompe le vacanze per far fronte all’emergenza. «Non disponiamo di poco tempo, ma molto ne perdiamo». (De brevitate vitae).

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Ruffini lascia la Rai.. «Perchè, allora tante malattie, tanti lutti, tanti guai capitano proprio ai migliori? Per la stessa ragione per cui in guerra le imprese più rischiose sono assegnate ai più forti». (De providentia).

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