Il paradiso dei teocon nella Certosa di Trisulti. Agli ordini di Steve Bannon

La «privatizzazione» del monastero: Franceschini lo affida ai «nemici» di Bergoglio. Bannon: "Il Papa è il vicario di Cristo sulla Terra ma la gente deve capire la portata del danno inferto dalla e alla Chiesa cattolica”

Da sinistra, Steve Bannon, Matteo Salvini e Mischael Modrikamen

Da sinistra, Steve Bannon, Matteo Salvini e Mischael Modrikamen

Tommaso Verga 29 ottobre 2018Hinterland

di Tommaso Verga

A metà 2015 se ne comincia a interessare Nicola Zingaretti: 100mila euro per il restauro. Di lì a poco la replica, che prefigura una associazione tra Regione Lazio, Unindustria, Beni culturali e Fai di farsene carico. A febbraio 2016, il costo dell'intervento passa a 600mila euro. «Stiamo risolvendo un problema per ridare al mondo un meraviglioso luogo della nostra regione» il commento del presidente della giunta della Pisana. Come sia effettivamente andata è relativo.
Perché passa poco più di un anno e l'edificio viene incluso nella lista compilata dal ministero di Dario Franceschini dei «13 gioielli del patrimonio culturale italiano attualmente chiusi o poco valorizzati che saranno gestiti da privati». «Le associazioni no profit attive nei territori potranno partecipare con una procedura chiara e trasparente alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale – ancora il ministro dei Beni culturali –, uno strumento che consentirà di partire dal basso nell’adempimento dell’articolo 9 della Costituzione. Pubblico e privato sociale perseguono infatti lo stesso obiettivo a favore del patrimonio culturale, a tutto vantaggio dell’intero sistema Paese».
Partire dal basso, procedura chiara e trasparente, valorizzazione... un po' di tutto un po', per (non) dire che il destino della Certosa di Trisulti ha trovato ristoro nella organizzazione mondiale anti-Bergoglio. Al vertice il cardinale Raymond Leo Burke coadiuvato da Steve Bannon e dal suo ufficiale di collegamento a Roma, il fedelissimo Benjamin Harnwell.
IERI L'INCONTRO (SOLITO) CON SALVINI.

Per la cronaca, ieri il porporato ha incontrato Matteo Salvini (una frequentazione assidua), nella Pontificia università Urbaniana, in occasione della consegna del premio Giuseppe Sciacca, promosso dalla fondazione omonima a sostegno alle famiglie indigenti. Burke è presidente d'onore, Matteo Salvini presidente del Comitato scientifico.
Quanto agli altri, Benjamin Harnwell insieme all’ex sacerdote legionario di Cristo Thomas D. Williams, era in Breitbart News, il sito che ha sostenuto la campagna elettorale di Donald Trump utilizzando dati di utenti Facebook ottenuti illegalmente. Comproprietaria di Breitbar, la Mercer Family Foundation. Si ignora se le stesse fonti sostengano le operazioni in Italia. Qualcuno – sarebbe bene conoscere chi – i 100mila euro l'anno di affitto dovrà pur sborsarli.
Il cardinale Burke, già prefetto della Segnatura apostolica, è stato patrono dell’Ordine di Malta sino al commissariamento da parte della Santa Sede. A lui fa riferimento l’arcipelago teocon, decisamente critico sulle riforme di Francesco. L'esordio delle posizioni conservatrici del porporato risalgono a Joseph Ratzinger, quando il Papa emerito «aprì» all’uso del preservativo in caso di Aids.
C'E' ANCHE MONSIGNOR VIGANO'. Attorno a Burke è riunita l'ultradestra cattolica americana. Con una posizione di rilievo, monsignor Carlo Maria Viganò, l'ex nunzio apostolico negli Stati Uniti che con il suo memorandum ha chiesto le dimissioni del Papa e che oggi vive proprio negli Usa, dove riceve sostegno dagli oppositori più strenui del pontificato di Bergoglio.
A Reuters, Benjamin Harnwell ha illustrato le attività nella Certosa di Trisulti. Steve Bannon sta collaborando alla preparazione di una «accademia per l’occidente giudeo-cristiano», mentre un altro corso sarà centrato sul tema pro-life. I corsi inizieranno l’anno prossimo, e l’ex monastero può ospitare 250-300 persone. Sempre a Reuters, Burke ha confermato che lavorerà insieme a Bannon e Harnwell «per promuovere diversi progetti che dovrebbero dare un decisivo contributo alla difesa di quel che si suoleva chiamare Cristianità».

L’agenzia britannica ha annotato anche una dichiarazione di Rocco Buttiglione: «Sono interessato a un dialogo culturale con i cosiddetti populisti, ma non sono uno di loro e, prima e soprattutto, sono cattolico e sto col Papa».
Bannon non ha mancato di intervenire sulla crisi che sta investendo la Chiesa cattolica statunitense e mondiale per gli abusi sessuali.
Il Papa, ha detto, «è il vicario di Cristo sulla Terra ma la gente deve capire la portata del danno inferto dalla e alla Chiesa cattolica. E’ per questo che io invoco un tribunale, un tribunale indipendente dalla Chiesa. Oggi la Chiesa cattolica, a livello globale, sta affrontando una minaccia esistenziale. Voglio essere brutalmente franco, una riunione a febbraio (convocata dal Papa con i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, ndr) è troppo tardi: il Papa dovrebbe convocare tutti i vescovi adesso. Leggetevi il rapporto dei giudici della Pennsylvania: è ripugnante, solo leggendolo si può capire quale siano le implicazioni non solo morali ma anche finanziarie per la Chiesa cattolica nel mondo. E’ una crisi esistenziale che deve essere affrontata adesso».
DIGNITAS HUMANAE INSTITUTE, LABORATORIO SOVRANISTA.

L'ex guru di Donald Trump, attraverso «Dignitatis Humanae Institute – Schola Palatina» – sede presso la Certosa: «fondata allo scopo di recuperare, coltivare e diffondere ampiamente la dottrina della antica saggezza insieme con i precetti cristiani» –, ha in programma per il nuovo anno, d'accordo con il cardinale Burke, la promozione di corsi di leadership per politici cattolici conservatori.
Un «laboratorio sovranista» già attivo in Vaticano dopo l'elezione di Donald Trump a presidente Usa, anche promotore di una linea di comunicazione tra il tycoon e una «talpa» in tonaca per sostenere la fronda anti-Bergoglio; un canale che non si è mai chiuso e che adesso con le nuove manovre politiche italiane potrebbe rafforzarsi.
IL SINDACO DI COLLEPARDO. L’«affaire Trisulti» infine. Mauro Bussiglieri, il sindaco di Collepardo, il paese in provincia di Frosinone dove ha sede il monumento, pone due domande: «Che tipo di Chiesa è quella che interviene in modo così plateale su una procedura dello Stato riguardante l’assegnazione di un bene pubblico?»; e (decisamente più «pesante»): «Applicando le proprie norme, al Mibact si sarebbero dovuti accorgere che i nuovi venuti non avevano i requisiti richiesti. Anche se hanno certo molti “santi” in paradiso e qualche alto prelato in Vaticano…». Però Franceschini... meglio non parlarne.