Papa Francesco (timido): "i migranti non sono numeri"

Il Papa: "non sono una minaccia, le responsabilità devono essere condivise a livello internazionale e occorre sempre ispirarsi ai valori della giustizia, della solidarietà e della compassione"

Papa Francesco

Papa Francesco

globalist 14 giugno 2018

Papa Francesco torna a parlare di migranti e lo fa nei giorni del caso della nave Aquarius e dello scontro politico in atto sulla pelle di 629 persone. Lo ha fatto in un messaggio ai partecipanti al Colloquio tra Vaticano e Messico sulla migrazione internazionale, in corso a Roma.
Francesco ha ricordato che nei confronti dei migranti le responsabilità devono essere condivise a livello internazionale e che bisogna avere il coraggio di di abbattere il muro di quella complicità comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono.
"Occorre un cambiamento di mentalità - ha detto Francesco - passare dal considerare l'altro come una minaccia alla nostra comodità allo stimarlo come qualcuno che con la sua esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra società. Perciò, l'atteggiamento fondamentale è quello di andare incontro all'altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo".
"Nella questione della migrazione - ha aggiunto il Papa - non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni. Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status migratorio. Tutti costoro sperano che abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella complicità comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono".
"Nel momento attuale - ha sottolineato Francesco - in cui la Comunità internazionale è impegnata in due processi che condurranno ad adottare due patti globali, uno sui rifugiati e l'altro sulla migrazione sicura, ordinata e regolare, vorrei incoraggiarvi nel vostro compito e nel vostro sforzo affinché la responsabilità della gestione globale e condivisa della migrazione internazionale trovi il suo punto di forza nei valori della giustizia, della solidarietà e della compassione".
"Rendo grazie a Dio per il lavoro e il servizio che prestate - ha concluso Francesco nel suo messaggio - e vi esorto a continuare i vostri sforzi per andare incontro a questo grido dei nostri fratelli, che ci chiedono di riconoscerli come tali e di dare loro l'opportunità di vivere in dignità e pace, favorendo così lo sviluppo dei popoli".