Salvini chiude i porti italiani: niente attracco per la nave con 600 migranti

Braccio di ferro sulla pelle dei migranti. Il ministro dell'Interno e delle infrastrutture, Toninelli, sfidano Malta: "Prendetevi in carico voi questi richiedenti asilo".

Abbandonati

Abbandonati

globalist 10 giugno 2018

La nave con a bordo 600 migranti salvati in acque libiche non potrà attraccare in Italia. Lo ha deciso il ministro Salvini d'intesa con il responsabile delle infrastruttute Danilo Toninelli. Tra poche ore la nave l'Aquarius transiterà per le acque di Malta. Se l’isola-Stato non accetterà di prestare soccorso, verranno chiusi i porti italiani. E' un'iniziativa senza precedenti. A bordo ci sono donne incinte, bambini, un centinaio di minori non accompagnati. Secondo quanto riportato da Repubblica lo stesso Salvini ha avvertito le autorità maltesi con una lettera: è loro il porto più sicuro e Roma non offrirà approdi alternativi. Immediata la risposta di Malta: "Il  nostro governo non è né l'autorità che coordina ne ha competenza sul caso" della nave Aquarius. Lo ha detto un portavoce del governo della Valletta citato dal quotidiano Malta Today in una prima reazione al caso.


Della lettera di Salvini inviata alal Valletta però non ci sarebbe traccia: "Il governo maltese "non ha ancora ricevuto" la lettera che sarebbe stata inviata alla Valletta dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. Lo si apprende da fonti vicine al governo. Nel pomeriggio il portavoce del governo, Kurt Farrugia, citato da Malta Today, ha sottolineato che per quanto riguarda il caso della nave Aquarius "i salvataggi sono avvenuti nella regione libica di search and rescue e l'Rcc di Malta (centro di coordinamento per il salvataggio in mare) non ha competenza territoriale né è stata l'autorità di coordinamento" delle operazioni di salvataggio. Il Times of Malta, da parte sua, scrive che i salvataggi sarebbero stati fatti soprattutto da navi della marina italiana in acque vicine alla Tunisia e "più vicine a Lampedusa che a Malta".


Solo due giorni fa le autorità maltesi avevano impedito l'ingresso in porto della nave Seefuchs, con 126 migranti a bordo


E' stato l'ultimo episodio di un lungo contenzioso tra Italia e Malta, il cui comportamento è stato stigmatizzato dallo stesso Salvini l'altro giorno: La Valletta "non può sempre dire no a qualsiasi richiesta d'intervento", ha detto il ministro, che ieri ha ribadito la linea della fermezza assicurando che "mon si ripeterà un'altra estate con sbarchi, sbarchi e sbarchi"


E'  però un braccio di ferro sulla pelle dei migranti.  E le conseguenze potrebbero essere devastanti. "Oltre 750 morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo": lo chiede Carlotta Sami, la portavoce dell'Unchr per i rifugiati per il sud Europa dopo aver appreso della lettera del ministro Matteo Salvini alle autorità di Malta