Operaio invalido licenziato dopo trent'anni e rimpiazzato da una macchina

L'uomo, un marocchino di 61 anni, ha ricevuto la lettera di licenziamento. La sua mansione sarà svolta da un robot: è accaduto a Melzo, in provincia di Milano

Osmu Labib mostra la lettera di licenziamento (Foto Il Giornale)

Osmu Labib mostra la lettera di licenziamento (Foto Il Giornale)

globalist 25 maggio 2018

Licenziato dall'azienda dove ha lavorato per trent'anni e sostituito da un robot: 

Osmu Labib, 61 anni, marocchino, ha ricevuto una inaspettata lettera di licenziamento dai suoi datori di lavoro, un'azienda di Melzo, in provincia di Milano, che realizza contenitori in plastica. 

La missiva è arrivata senza preavviso poche settimane fa, a pochi anni dal raggiungimento della pensione: la posizione lavorativa di Labib è stata soppressa e sostituita da una macchina, la "Paint cap applicator" che svolge la stessa mansione di applicare i tappi sulle taniche.

"Abbiamo valutato la possibilità – precisa la nota dell'azienda, riportata dal quotidiano Il Giorno – di assegnarla ad altre mansioni riconducibili alla sua professionalità. Purtroppo non è stata reperita alcuna posizione lavorativa vacante, essendo tutti i posti già occupati da altri dipendenti". La lettera ricorda anche che si tratta di licenziamento per giusta causa. 

L'impiegato nel 1991 aveva perso una mano nello stesso posto di lavoro: l'arto gli era rimasto incastrato sotto la pressa, ma l'uomo ha continuato comunque a prestare servizio e ad andare in fabbrica ogni giorno. 
"L’Italia è il mio Paese da anni, e in quell’azienda ho sempre lavorato, era la mia casa. Non mi aspettavo un trattamento del genere", spiega Osmu. L'uomo si è rivolto al sindacato, che ha inviato una lettera all'azienda senza ricevere risposta. Ora il 61enne ha chiesto l'aiuto di un avvocato. "Vorrei che mi sia pagato almeno quello che è giusto: i contributi, per arrivare alla pensione", conclude.