In cucina con Mussolini sul grembiule: la vice-sindaco di San Giovanni Rotondo nella bufera

Nunzia Canistro sorridente con il Duce sul petto. L'Anpi chiede le dimissioni e lei si giustifica: sono antifascista era solo una goliardata

Nunzia Canistro vice-sindaco di San Giovanni Rotondo

Nunzia Canistro vice-sindaco di San Giovanni Rotondo

globalist 19 maggio 2018

Lei è il vicesindaco di San Giovanni Rotondo, Nunzia Canistro. E cosa ha fatto? Si è fatta fotografare con un sorriso luminoso in cucina mentre armeggiava ai fornelli indossando un grembiule con il mezzobusto di Benito Mussolini. 
Non solo: sotto la ‘mascella volitiva’ del dittatore che ha seminato morte e distruzione e ha emanato le vergognose leggi razziali del 1938 rendendosi complice dell’Olocausto degli ebrei c’era scritto “Statista 1883 – 1945”.
C’è da dire che Nunzia Canistro  è una politica del centro-destra italiano. Quel centro-destra che sempre più occhieggia senza vergogna al regime fascista e fa sponda ai gruppi fascisti.
San Giovanni Rotondo: il vicesindaco Canistro fotografata con il grembiule di Mussolini
Subito dopo l’Anpi ha chiesto le dimissioni dell’amministratrice. “Riteniamo questo episodio grave e chiediamo che non passi come se si trattasse di un banale episodio privo di significato. Al contrario – scrive il presidente, Michele Del Sordo-, costituisce il sintomo di una malattia sociale che ci coinvolge e ci impegna tutti e che si chiama ignoranza, perdita della memoria e della identità. Nunzia Canistro è il vicesindaco della città, voluta direttamente dal sindaco di San Giovanni Rotondo Costanzo Cascavilla, rappresenta le istituzioni e tutti i cittadini. Chi inneggia al duce si riferisce a valori che negano la libertà e la democrazia nata dalla Resistenza e dalla Liberazione del fascismo”.
Quindi la richiesta di “dimissioni del vicesindaco nostalgico, perché incompatibile col ruolo istituzionale”.
E lei, Nunzia Canistraro, cosa ha detto? Ha dato la colpa a una sua amica colpevole di aver diffuso arbitrariamente un’immagine privata e che, comunque, era solo una goliardia. Per poi aggiungere in una lettera aperta: “Prendo decisamente le distanze dalle polemiche, spesso strumentali, che riguardano una mia foto postata da un’amica, senza il mio consenso, che mi ritrae in un contesto privato, mentre partecipavo a una festa per il compleanno di un amico, indossando un grembiule che ritrae il dittatore Benito Mussolini.
La situazione, amichevole e priva di ogni ufficialità, mi ha portato dietro i fornelli per una estemporanea interpretazione del ruolo di cuoca, ruolo che non mi appartiene spesso per impegni vari.
Non ho mai avuto pretese da chef, né tantomeno nostalgie per periodi storici che considero lontani dal mio modo di pensare e agire. Convinta democratica e antifascista, le mie convinzioni civili e politiche sono improntate all’abiura di ogni forma di prevaricazione, che è l’anticamera della dittatura. Non ho nostalgia del fascismo, così come non ho nessuna intenzione di farmi portavoce di personaggi che la storia ha condannato e che sono lontani dalle istituzioni democratiche e repubblicane".
Quinid una democratica e antifascista con il grembiule che celebra Mussolini. Tipico. Globalist da tempo denuncia l’ipocrisia dei fascisti e del fascistume. Nessuno è fascista. Poi i saluti al Duce si sprecano. Ma - ovviamente - tutti pronti a dire che sono rievocazioni storiche o goliardia. Fascismo, ipocrisia e disonestà intellettuale vanno a braccetto.