La prima sindaca di Roma caccia le femministe del Buon Pastore

Il Consiglio Comunale intende chiudere l'esperienza di uno spazio storico a rischio sfratto. La protesta dei circoli femministi: "Ci negano anche l'opposizione"

La Casa delle donne a Roma

La Casa delle donne a Roma

globalist 17 maggio 2018

"Con il voto di oggi il Consiglio Comunale ha dichiarato guerra alle donne e a quanti /e sono impegnate nel sociale per rendere vivibile la città. Con l’approvazione della mozione Guerrini, abbiamo visto che, di fronte alle questioni delle donne, per questa amministrazione la democrazia non esiste più. La mozione impegna la sindaca e la giunta a togliere alla Casa delle Donne la sede del Buon Pastore, non si sa per farne cosa, cancellando un’esperienza importantissima per le donne e la città, una realtà viva della cultura, del femminismo e dei movimenti". Così scrivono del Buonpastore, la più antica e importante esperienza di femminismo a Roma. Le donne scrivono: "La mozione è stata votata:
1) rifiutando il rinvio richiesto a gran voce, data anche la riconvocazione del tavolo di confronto per lunedì, tra giunta e Casa Internazionale delle Donne
2) Impedendo l’intervento nel Consiglio Comunale di una rappresentante della Casa
3) Negando all’opposizione la documentazione necessaria
4) Negando il diritto di replica alle opposizione. 
Una pessima giornata per il Consiglio Comunale e per Roma.
Noi certo dal Buon Pastore non ce ne andiamo e continuiamo il nostro impegno con le donne e per la città.Nella vicenda che riguarda la Casa Internazionale delle Donne di Roma si misura l'approccio 'ragionieristico' del Campidoglio a 5 Stelle rispetto al patrimonio demaniale del Comune. La volonta' della giunta di Virginia Raggi di procedere con bandi di affidamento in ogni settore rischia infatti - se non accompagnata da una mediazione e dalla contestualizzazione caso per caso - di porre fine ad una delle esperienze piu' importanti di servizi di assistenza alle donne nella Capitale. La Casa Internazionale e' nata nel 1983, animata da collettivi femministi in uno stabile di via del Governo Vecchio. Nel 1987 poi arriva lo spostamento a Trastevere nella attuale sede del 'Buon Pastore', struttura che nel '600 era adibita a reclusorio femminile. Qui, dal 1987 nel corso degli anni prendono vita un consultorio, un centro antiviolenza, un auditorium, con i lavori di ristrutturazione a carico delle attiviste. Insomma, un luogo che nel corso di trent'anni e' diventato punto di riferimento per la comunita' cittadina".