Quel bambino a digiuno a scuola, guardando i compagnetti mangiare

Accade in una materna di Frosinone. I genitori hanno chiesto una tariffa agevolata, ma la burocrazia dopo mesi ancora non risponde

Mensa scolastica

Mensa scolastica

Onofrio Dispenza 11 febbraio 2018

Nell'Italia festivaliera e con una politica che indossa tragiche maschere di carnevale, quel che ha registrato la cronaca locale a Frosinone non ha fatto notizia. A segnalarmela, mio figlio. Scartando Tg, Gr e giornaloni, è sempre più informato di me delle cose della vita reale. Scuola materna "Amedeo Maiuri", Frosinone.
Qui c'è un bambino che da novembre all'ora del pranzo se ne sta seduto, a digiuno, a guardare i compagnetti che mangiano. I suoi genitori, che vengono dal Nord Africa, non navigano nell'oro, dopo aver perigliosamente attraversato il Mediterraneo per dare basi meno traballanti alla famiglia. Hanno chiesto di contribuire alla mensa con una tariffa equa, la minima, 30 euro al mese. E' stata applicata loro la tariffa più alta. L'accertamento delle reali possibilità dei genitori del piccolo ha la lentezza della burocrazia quando questa serve ai più deboli.
Passato novembre, anche dicembre, scavalcato Natale ed entrati nel nuovo anno, il piccolo ha continuato a guardare i compagnetti mangiare. A quattro anni è difficile capire perché, e il ritorno a casa ogni giorno è accompagnato da un pianto a dirotto. I genitori del piccolo si sono affidati ad un avvocato che ha riempito di mail il Comune e la società di catering che ha in appalto il servizio di mensa. Inutile, si attende che la burocrazia certifichi che il bambino non è figlio di Gianluca Vacchi o di Briatore.


Nell'attesa che si attestino le reali capacità economiche della famiglia e si stabilisca una giusta tariffa, non si è proprio pensato di integrare il piccolo con gli altri bambini e farlo mangiare. Si è preferito sospendergli il pasto sollecitando la famiglia a mettersi in regola per l'arretrato, quasi mille euro.
Un caso analogo a quello di Frosinone si è registrato a Grosseto. Lì hanno avuto il pudore minimo di tenere il bambino non a pane ed acqua, ma ad un più nutriente regime di pane e olio.
Viviamo giorni assai bui, con una diffusa tendenza alla discriminazione e al razzismo. Con tempi e modi che portano alla mente la diffusione della peste delle ricostruzioni storiche e letterarie. A quanti, borghesi moderati, tendono sempre a sminuire il pericolo delle cose che ci accadono attorno, affido questa piccola, devastante discriminazione. La considerino, facciano lo sforzo di immaginarne il danno.