Bambini palestinesi a Roma: l’iniziativa 'cerca casa' di Andrea Satta

Come il pediatra-artista, con la collaborazione della collega Rosanna Palazzi e l’associazione le “Mamme narranti”, sta aiutando le famiglie di Gaza nella capitale

Bambini palestinesi a Roma: l’iniziativa 'cerca casa' di Andrea Satta
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6 Aprile 2026 - 17.47 Culture


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Andrea Satta, pediatra nell’interland di Roma e artista noto come frontman dei “Têtes de Bois” e ora solista con il disco Niente di nuovo tranne te, ha avviato un progetto per cercare casa ai bambini palestinesi arrivati a Roma per cure mediche, insieme alle  loro famiglie. L’iniziativa, in collaborazione con la collega pediatra Rosanna Palazzi, coinvolge le “Mamme narranti”, associazione nata 17 anni fa nel suo ambulatorio pediatrico che segue pazienti di origini diverse nelle periferie metropolitane.

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Satta sottolinea l’importanza di creare un canale di comunicazione con le madri, iniziando con domande tipo “come ti addormentavi da piccola?”, anziché concentrarsi subito sul dolore. Questo modo, basato su intimità e condivisione, ha ispirato tre libri, un documentario e tesi di laurea, dimostrando come conoscere il contesto familiare sia essenziale per il benessere psicofisico dei bambini.

Il progetto si è concretizzato dopo l’incontro con Ghada, madre palestinese conosciuta 18 anni fa che ha iniziato a collaborare con Satta quando lo ha informato dell’arrivo a Roma di bambini palestinesi feriti dai bombardamenti. In risposta, Satta ha contattato il primario dell’ospedale Bambino Gesù, Alberto Villani, e ha coinvolto l’Associazione culturale pediatri. Durante il ricovero, hanno conosciuto le famiglie, portato libri in arabo e giocattoli ai bambini, e iniziato a riflettere su come sostenere le famiglie dopo l’emergenza sanitaria, considerando la distruzione di Gaza.

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Dalla chat delle “mamme narranti”, oggi 180 persone, sono emerse 3 abitazioni disponibili gratuitamente per ospitare le famiglie, e altre risposte sono arrivate diffondendo la notizia sul territorio. Infine, sono stati coinvolti cinque comuni dell’Interland (Valmontone, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro) e realtà che si occupano di questo da sempre, come Caritas e Arci.

Per Andrea Satta, l’obiettivo principale è offrire alle famiglie palestinesi un contesto comunitario che favorisca relazioni di sostegno. Racconta, ad esempio, di un ragazzo che studiava pianoforte a Gaza e che ora potrà riprendere le lezioni grazie a una mamma cantante lirica del suo ambulatorio. Si tratta di sostenere la voglia di ripartire, pur sapendo di non poter restituire tutto ciò che hanno perso.

Attualmente, c’è disponibilità per ospitare tre famiglie, con altre tre in arrivo, ma alcuni passaggi burocratici, come permessi di asilo, devono ancora essere completati. L’operazione punta a offrire più di un tetto: uno spazio vitale che permetta a queste persone di essere protagonisti della propria vita. Satta sottolinea la necessità di un iter governativo che tuteli chi ha perso tutto, augurandosi che anche altre famiglie, insegnanti e pediatri sostengano l’idea offrendo abitazioni o supporto, mentre alle amministrazioni chiede di risolvere i problemi burocratici. Fondamentale è non creare percorsi competitivi che aggraverebbero la sofferenza già subita. 

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