Una schermitrice di 17 anni stuprata da tre atleti durante un ritiro: indagini a Siena

Una giovane campionessa di scherma di 17 anni, facente parte della squadra nazionale dell'Uzbekistan, ha denunciato di essere stata vittima di uno stupro di gruppo da parte di tre atleti della Federscherma

Una schermitrice di 17 anni stuprata da tre atleti durante un ritiro: indagini a Siena
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3 Marzo 2024 - 16.46


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Una giovane campionessa di scherma di 17 anni, facente parte della squadra nazionale dell’Uzbekistan, ha denunciato di essere stata vittima di uno stupro di gruppo da parte di tre atleti della Federscherma. L’aggressione si sarebbe verificata durante un ritiro pre-estivo a Chianciano Terme, nella provincia di Siena. Gli atti violenti sarebbero avvenuti tra il 4 e il 5 agosto, durante il ritiro che coinvolgeva diverse squadre di varie federazioni sportive.

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Sulla violenza indaga la Procura di Siena che ha iscritto nel registro degli indagati due dei tre atleti coinvolti. Un terzo è minorenne. Inoltre, dopo le analisti nel sangue della ragazza sono state riscontrate tracce di alcol e droga. 

Agli inquirenti la giovane ha raccontato che la sera in cui sarebbe stata violentata aveva bevuto solo una birra e due shottini. E’ probabile quindi che la giovane sia stata drogata a sua insaputa.

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La 17enne, si legge sul quotidiano, “è un talento emergente della scherma mondiale, gareggia con la sciabola e la maglia dell’Uzbekistan ma è originaria di un altro Stato”.

La ricostruzione

 La notte tra il 4 e il 5 agosto, maschi e femmine di diverse squadre sono in ritiro a Chianciano Terme. Tra loro la 17enne e gli atleti della Federazione italiana Scherma. La mattina la giovane campionessa si risveglia piena di dolori, con lividi e ferite alle gambe, stordita al punto da non ricordare. Non riesce ad alzarsi e nota nella stanza insieme a lei tre ragazzi, tutti atleti della nazionale azzurra junior. “Uno è sdraiato su di lei, un altro si sta rivestendo, il terzo le dorme accanto, nudo. I primi due fanno battute sessuali esplicite e ridono sguaiatamente”. La ragazza, molto dolorante, riesce ad alzarsi e va nella sua stanza. Viene soccorsa da un’altra atleta con la quale divideva la camera. Ancora oggi l’ultimo ricordo che ha è il bar che si trova davanti agli alloggi degli atleti, dove la sera prima tutti erano andati a festeggiare. Ricorda anche di aver bevuto una birra e due shottini. Poi il buio. Ricostruendo l’accaduto, chiama la madre che parte subito verso Chianciano. Arrivata sul posto, la donna porta la figlia al pronto soccorso e poi a denunciare lo stupro.

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Nel sangue della giovane trovate tracce di alcol e droga

 Dopo gli esami, nel sangue della 17enne sono state trovare tracce di alcol e droga. Inoltre i magistrati hanno provveduto a fare le copie forensi dei dati nei telefonini degli indagati per cercare riscontri al racconto come foto o video. La ragazza, dopo la notte da incubo, si è svegliata accanto ai tre giovani: agli investigatori ha spiegato di non avere subito realizzato la situazione; poi pian piano ha messo insieme i tasselli e si è confidata con la compagna di stanza.

La giovane ha saltato diverse gare per il rischio di incontrare gli atleti

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 “Al momento, la ragazza vive ancora in un incubo. Due dei ragazzi coinvolti nella violenza sono stati iscritti dalla Procura di Siena nel registro degli indagati ma ancora non c’è stato alcun provvedimento cautelare nei loro confronti. “L’avvocato della ragazza, Luciano Guidarelli, – scrive ancora Il Messaggero – da mesi chiede alla Federazione italiana di schema di intervenire e sospendere i due indagati in via cautelare”. La 17enne è quindi costretta a rischiare di incontrare gli atleti che l’avrebbero violentata violentata nelle varie competizioni. E per questa paura, ha saltato diverse gare.  “Ho inviato diverse Pec e sono andato nella sede della Federazione per incontrare il presidente ma non mi ha ricevuto. Ho parlato con la segretaria. Le indagini alla Procura sono in corso ma di provvedimenti cautelari, anche qui, nemmeno uno”, ha spiegato il legale. “La mia assistita non è nemmeno stata sentita”, ha aggiunto.

Fis: “Pronti a essere parte civile”

 La Federazione italiana scherma è intervenuta con una nota in relazione alla notizia. “La Fis tempestivamente, e in più occasioni, ha avuto confronti diretti con la Magistratura inquirente, al fine di conoscere la situazione e gli sviluppi dell’attività investigativa” – si legge nel comunicato -. La Federazione ha depositato anche la nomina della Fis per una costituzione di parte civile nell’eventuale giudizio, qualora venisse disposto dalla giustizia ordinari”. Inoltre nella nota la federazione sottolinea di essersi “immediatamente attivata nei contatti con la Magistratura ordinaria e sportiva”.

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La Fis sottolinea anche la “massima fiducia nell’operato dell’autorità“. Poi aggiunge: “La Federazione Italiana Scherma che dei valori sani e autentici dello sport ha fatto la bandiera della propria attività non meno delle medaglie olimpiche e paralimpiche, e che attraverso questo lavoro quotidiano si è affermata come un esempio riconosciuto di impegno sociale, valuterà tutte le azioni necessarie a tutela della propria immagine e a difesa di quel che ogni giorno afferma nelle sale di tutta Italia”. 

Azzi (presidente Fis): “Non possiamo sostituirci all’autorità giudiziaria”

 Sul caso è intervenuto anche Paolo Azzi, presidente della Fis. “Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non possiamo sostituirci alle autorità giudiziarie. Non abbiamo i poteri per indagare su ipotesi di reato gravi come questi, da codice rosso”. “A suo tempo, abbiamo attivato la procura e la giustizia federale, facendo tutti i passi necessari – ha aggiunto -. Ci siamo anche predisposti per un’eventuale costituzione di parte civile se ci dovesse essere un processo come parte offesa. Su quali basi possiamo sospendere gli atleti indagati oggi? Serve almeno un provvedimento cautelare, un rinvio a giudizio o la chiusura delle indagini”.

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