Investimenti per 24 milioni nella Asl Rm5: a Tivoli iniziano i lavori per la risonanza magnetica

Iniziano i lavori per l’insediamento dell’impianto di risonanza magnetica presso l’ospedale di Tivoli, annuncia un comunicato della direzione generale Asl Roma5

Investimenti per 24 milioni nella Asl Rm5: a Tivoli iniziano i lavori per la risonanza magnetica
Ospedale di Tivoli
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Tommaso Verga Modifica articolo

12 Gennaio 2024 - 16.41


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Iniziano i lavori per l’insediamento dell’impianto di risonanza magnetica presso l’ospedale di Tivoli, annuncia un comunicato della direzione generale Asl Roma5. Che altresì precisa che «le unità acquisite si inseriscono nell’ambito dei finanziamenti per il Giubileo 2025.

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Grazie a questi stanziamenti, la Asl Roma 5 ha approntato un piano di interventi strutturali, del valore di 24 milioni di euro, che interesserà i principali presidi ospedalieri del territorio».


6-7 anni, forse anche più. Tale il periodo fissato dai progettisti perché il NoT (Nuovo ospedale Tiburtino) passi dalla costruzione all’attività fissata. Nel frattempo, il San Giovanni Evangelista non chiuderà. Si direbbe un’affermazione scontata, così non è, visto il non limitato numero di quanti sostengono l’ospedale di Tivoli è irreversibilmente instradato alla chiusura (permanente): perché così sarebbe stato stabilito dalla Regione Lazio, e perché tale sarà l’effetto (in corso) previsto da quella sorta di predicatori delle colpe post-incendio dell’8 dicembre.

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A smentire “per iscritto”; quindi “ufficialmente”, come si dice in questi casi, il messaggio di ieri pomeriggio, 11 gennaio, della direzione generale Asl Roma5. In realtà, una «presa di posizione», che riveste significativa importanza non soltanto per l’annuncio in sé – l’installazione della risonanza magnetica nell’ospedale di Tivoli –, ma anche per ciò che fa intendere, ossia la smentita rispetto a ogni forma di chiusura: né a causa dell’incendio, né la sostituzione integrale con il NoT.


Lo conferma Giorgio Giulio Santonocito, il direttore generale della Asl, che, già nella premessa, annuncia altresì l’«inizio dei lavori per l’installazione della risonanza magnetica». “In un momento così grave per la città – sottolinea Santonocito – la realizzazione ormai prossima di un intervento così importante restituisce la misura dell’impegno dell’Azienda alla ripresa del presidio di Tivoli”.


Un annuncio che potrebbe essere accompagnato da un “finalmente!”, tanto e tale è stata l’attesa per poter usufruire di un impianto pubblico che, stando agli impegni, entro l’anno si vedrà realizzato.

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Una indicazione che certamente non sarà gradita dalla mezza dozzina di società del comprensorio Tivoli-Guidonia Montecelio che in questi anni hanno goduto del monopolio della risonanza magnetica. Beneficiarie quindi di una ragguardevole parte della somma che la Rm5 ha perennemente sborsato a causa della relativa voce della mobilità passiva (a proposito, quale modalità va osservata per conoscerne quantomeno l’importo e le specializzazioni dell’ultimo quinquennio?).


La conferma dei tempi d’attesa è ribadita dallo stesso comunicato della Roma5, allorché oltre a informare dell’avvenuto «avvio della fase di lavorazione impiantistica, delle pratiche autorizzative necessarie – appunto, già portate avanti da tempo dalla Asl – verrà seguita dalla completa implementazione del macchinario nel presidio ospedaliero». Tutto per essere concluso entro l’anno.


«Si tratta di un grande traguardo per l’Azienda che, da anni, si spende per il raggiungimento di questo obiettivo – le conclusione di Santonocito –. Finora, il territorio della Asl Roma 5 non ha mai avuto risonanze magnetiche pubbliche attive, limitando fortemente i pazienti, specialmente quelli in situazioni di disagio o provenienti dalle aree interne, costretti a spostarsi verso centri di maggiori dimensioni o in strutture private».

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