Elisa Claps, centinaia di persone protestano contro la riapertura della chiesa: "Vergogna"

Elisa Claps, riapre la Chiesa della Santissima Trinità a Potenza. "Vergogna, vergogna!", è stata la parola più ripetuta. Su un cartello qualcuno ha definito la Trinità come la "chiesa dell’omertà".

Elisa Claps, centinaia di persone protestano contro la riapertura della chiesa: "Vergogna"
La protesta a Potenza per Elisa Claps
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6 Novembre 2023 - 09.40


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La storia di Elisa Claps è tornata al centro del dibattito dopo che la chiesa della Santissima Trinità di Potenza ha riaperto i battenti ed è tornata ad ospitare le messe. Nel luogo dov’è stata uccisa la giovane potentina, in centinaia si sono ritrovati a protestare al fianco della famiglia di Elisa, il cui corpo venne ritrovato il 17 marzo 2010 dopo la scomparsa avvenuta il 12 settembre 1993.  

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I manifestanti hanno bloccato via Pretoria, la strada principale del centro storico di Potenza, ben prima che il parroco monsignor Ligorio arrivasse. Quando il presule, insieme a due sacerdoti, ha attraversato la folla ed è entrato in chiesa, sono scattati scroscianti applausi sarcastici e la contestazione ha preso corpo: “Vergogna, vergogna!”, è stata la parola più ripetuta. Su un cartello qualcuno ha definito la Trinità come la “chiesa dell’omertà”.

 “Ho ricevuto un mandato preciso da Papa Francesco quando mi ha ricevuto di persona” – ha detto il parroco ai fedeli presenti dentro la chiesa. “Riaprire la chiesa e farla ritornare ad essere un luogo di preghiera”, ha detto l’arcivescovo all’inizio della celebrazione. All’omelia ha sottolineato di essere “quieto e sereno come un bimbo svezzato nelle braccia della madre” (citando il salmo del giorno) e ha chiesto “libertà per chi segue Cristo come per chi non vuole seguirlo”. Poi la preghiera “per tutti i defunti” e un’altra parola, al congedo, per ringraziare i presenti e sottolineare il valore della “pace”. 

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All’esterno molte persone, fra le quali il fratello di Elisa, Gildo Claps, si sono succedute al microfono per protestare apertamente contro quello che considerano uno sfregio alla memoria della giovane, uccisa da Danilo Restivo nell’omertà delle gerarchie ecclesiastiche.

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