Matteo Messina Denaro, documenti segreti a Fabrizio Corona: arrestati un politico e un carabiniere

Un carabiniere e un politico di Mazara del Vallo sono stati messi agli arresti domiciliari per aver tentato di vendere a Fabrizio Corona file segreti e  riservati sulla cattura di Messina Denaro. 

Matteo Messina Denaro, documenti segreti a Fabrizio Corona: arrestati un politico e un carabiniere
Matteo Messina Denaro e Fabrizio Corona
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20 Luglio 2023 - 09.04


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Fabrizio Corona era pronto a fare lo scoop del secolo ma la storia non è andata come l’ex paparazzo sognava. Un carabiniere e un politico di Mazara del Vallo sono infatti stati messi agli arresti domiciliari per aver tentato di vendergli file segreti e  riservati sulla cattura di Messina Denaro. 

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Il militare, Luigi Pirollo, è accusato di accesso abusivo al sistema informatico e violazione del segreto d’ufficio, il complice, Giorgio Randazzo, di ricettazione. Fabrizio Corona, la cui casa milanese è stata perquisita, è invece indagato per ricettazione. 

Sono state le intercettazioni disposte a carico di Fabrizio Corona a dare input all’inchiesta sul tentativo di vendere documenti riservati su Matteo Messina Denaro che ha portato all’arresto del carabiniere Luigi Pirollo e del politico siciliano Giorgio Randazzo, consigliere comunale a Mazara del Vallo. 

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Dopo l’arresto del boss, Corona era venuto in possesso di una serie di audio di chat tra Messina Denaro e alcune pazienti da lui conosciute in clinica durante la chemioterapia. La circostanza aveva quindi spinto gli inquirenti a mettere sotto controllo il suo telefono.

In una delle conversazioni intercettate, risalente al 2 maggio, l’ex re dei paparazzi fa riferimento a uno “scoop pazzesco” di cui era in possesso un consigliere comunale, poi identificato in Randazzo, grazie a non meglio specificati carabinieri che avevano perquisito i covi del capomafia e che volevano vendersi il materiale. 

Nei giorni successivi Corona ha continuato a manifestare l’intenzione di rivendere il materiale che il consigliere gli avrebbe procurato. Il 25 maggio il giornalista Moreno Pisto, direttore del quotidiano online “Mow”, Randazzo e Corona si sono incontrati. In quella occasione il giornalista di “Mow”, con uno stratagemma, è riuscito in segreto a fare copia dei file a lui mostrati e offerti dal politico. Visionatili e resosi conto della delicatezza del materiale si è rivolto a un collega che gli ha consigliato di parlare con la polizia.

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Pisto, allora, è andato alla Mobile di Palermo e ha raccontato tutta la vicenda. Sulla base delle sue testimonianze gli investigatori hanno cominciato a indagare e hanno scoperto, attraverso indagini informatiche, che i documenti copiati dal giornalista a insaputa del consigliere erano stati rubati e che l’autore del furto era Pirollo che aveva lasciato tracce del suo “ingresso” nel sistema e che era uno dei soli due ufficiali che avevano avuto accesso al server della Stazione di Campobello (l’altro carabiniere è risultato estraneo ai fatti). Continuando a indagare gli inquirenti hanno inoltre scoperto che il carabiniere aveva rapporti di frequentazione con il consigliere. Il tentativo di piazzare i file è stato così sventato e sono state chiarite a quel punto le parole di Corona intercettate a maggio.

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