Video porno e chat erotiche in ufficio: il Tar annulla la sospensione di un colonnello dei carabinieri

Il Tar del Venero ha accolto il ricorso dell'avvocato dell'ufficiale dell'Arma sospeso perché in ufficio era dedito ad attività erotiche online

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1 Giugno 2023 - 16.58


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In Veneto, un tenente colonnello è stato raggiunto da una sospensione di quattro mesi a seguito del suo coinvolgimento in attività sessuali online durante l’orario di lavoro. Queste attività comprendevano la visualizzazione di video pornografici, partecipazione a videochiamate erotiche e foto e video autoerotici nel suo ufficio.

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Ma il tenente colonnello potrà presto tornare in servizio poiché il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha revocato la sanzione disciplinare. Durante il procedimento legale, l’avvocato dell’ufficiale ha evidenziato il ritardo nell’avvio del procedimento disciplinare e la sua prolungata durata, che superava i limiti consentiti dalla legge.

La decisione di revocare la sospensione è stata presa dal Tar in seguito a un ricorso presentato dall’avvocato Gianfranco Ceoletta, rappresentante dell’ufficiale, come riportato dal quotidiano Il Gazzettino.

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I comportamenti inappropriati del tenente colonnello si sono verificati nell’arco di tempo compreso tra agosto 2019 e luglio 2020. Nel procedimento avviato dall’Arma nei suoi confronti, si fa riferimento in particolare a episodi verificatisi il 23 maggio 2022, con l’accusa di violazione dei doveri correlati al giuramento, al grado, al senso di responsabilità, ai doveri propri dei superiori e al comportamento di un militare. Al centro del procedimento erano i video rinvenuti nei suoi dispositivi elettronici, sequestrati nell’ambito di un altro procedimento penale.

Inoltre, i giudici amministrativi non hanno ricevuto risposta dal ministero della Difesa riguardo alla richiesta di “tutti i documenti necessari per determinare il momento in cui si dovrebbe considerare conclusa l’indagine preliminare, a partire dal quale decorrono i 60 giorni per l’avvio del procedimento”, secondo il Codice dell’ordinamento militare. Anche questa mancata ottemperanza all’ordinanza ha portato alla decisione di annullare la sanzione disciplinare.

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