Omicidio stradale, parla la soldatessa Usa: "Chiedo scusa per il dolore provocato, sono distrutta"

Julia Bravo nella notte tra sabato e domenica ha investito e ucciso il 15enne Giovanni Zanier. La soldatessa Usa, di base ad Aviano, aveva un livello di alcool nel sangue 4 volte superiore al limite consentito. Ora è ai domiciliari.

Omicidio stradale, parla la soldatessa Usa: "Chiedo scusa per il dolore provocato, sono distrutta"
Giovanni Zanier
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24 Agosto 2022 - 09.21


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Julia Bravo, la soldatessa statunitense che ha investito e ucciso il giovane Giovanni Zanier, ha espresso il suo stato d’animo dopo la tragedia. “Sono distrutta dal dispiacere, mi scuso con tutti per il dolore che ho causato”, ha dichiarato la 20enne nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto che si è svolta martedì mattina. La giovane aviere Usa, che per il resto si è avvalsa della facoltà di non rispondere, ha chiesto di poter rilasciare dichiarazioni spontanee soltanto per porgere le scuse ai genitori e al fratello della vittima.

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Il legale della soldatessa: “E’ confusa e frastornata”

L’avvocato difensore della giovane, Aldo Masserut, non ha formulato alcuna richiesta di misura alternativa, rimettendosi alla decisione del magistrato. “È confusa e frastornata”, ha fatto sapere il legale. La soldatessa è agli arresti domiciliari all’interno della Base Usaf di Aviano.

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La madre di Giovanni: “Processatela in Italia”

Barbara Scandella, la madre di  Giovanni Zanier, il quindicenne di Pordenone travolto e ucciso da una soldatessa americana 20enne che guidava con un tasso alcolemico quattro volte oltre il limite, afferma che: “Quella donna deve essere processata in Italia e scontare qui l’intera pena”.

“Sappiamo tutti i precedenti che hanno coinvolto militari americani in gravissimi incidenti in Italia – ha aggiunto – la verità è che, in queste zone, fanno quello che vogliono e restano impuniti.

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Chiedo alle autorità che neghino l’autorizzazione allo spostamento di giurisdizione negli Usa, anche se so che in quel paese per questi reati le pene sono anche più severe. Ma noi vogliamo seguire il processo e che venga condannata in Italia al massimo della pena”.

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