Luca Lucci condannato a sette anni: Salvini stavolta non dice che 'la droga fa schifo?'

Dalle indagini era emerso che Lucci sarebbe stato "al vertice dell'organizzazione" pianificando "l'attività illecita senza mai partecipare attivamente"

Luca Lucci condannato a sette anni: Salvini stavolta non dice che 'la droga fa schifo?'
Luca Lucci e Matteo Salvini
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4 Maggio 2022 - 18.40


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Il capo ultrà della Curva Sud del Milan Luca Lucci, lo stesso cui Salvini ha stretto calorosamente la mano in alcune foto diventate famose, è stato condannato a sette anni di reclusione per traffico di droga. Lucci era finito in carcere lo scorso dicembre in un’inchiesta della squadra mobile, coordinata dal pm Leonardo Lesti, su un presunto traffico di tra hashish, marijuana e cocaina. Lo ha deciso il gup di Milano Chiara Valori nel processo con rito abbreviato, mentre altri tre imputati hanno patteggiato pene comprese tra i 2 anni e 4 mesi e i 3 anni e 4 mesi.

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Dalle indagini era emerso che Lucci sarebbe stato “al vertice dell’organizzazione” pianificando “l’attività illecita senza mai partecipare attivamente”, ma “impartendo direttive attraverso il software Encrochat, installato su un telefono cellulare” con “utenza telefonica olandese”.

Come scritto nell’ordinanza del gip Fabrizio Filice, il capo della Curva Sud, che sul sistema criptato di chat aveva il nickname “belvaitalia”, per la “posizione di vertice” che ricopriva “nel traffico illecito” avrebbe intrattenuto “le relazioni con i narcotrafficanti esteri” in Brasile e in Marocco.

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Lucci era stato condannato in passato anche per aver sferrato un pugno nel derby Milan-Inter del 15 febbraio 2009 al tifoso interista Virgilio Motta facendogli perdere un occhio (Motta poi si è suicidato). L’inchiesta, che oggi ha portato alla condanna di Lucci, difeso dal legale Jacopo Cappetta, era nata da quella sul tentato omicidio di Enzo Anghinelli, ferito gravemente a colpi di pistola in un agguato nel 2019 in centro a Milano. Si è arrivati alla condanna in abbreviato e ai tre patteggiamenti dopo una richiesta di rito immediato da parte del pm che era stata accolta dal gip.

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