Pro Vita usa la Giornata contro la violenza sulle donne per attaccare famiglie arcobaleno e il diritto all'aborto

In un video postato su Instagram, l’associazione cattolica principale animatrice della lotta per togliere alle donne il diritto all’aborto e alle persone Lgbtqi+ di avere una famiglia sostiene che “l’aborto è la prima causa di femminicidio”

Pro Vita usa la Giornata contro la violenza sulle donne per attaccare famiglie arcobaleno e il diritto all'aborto
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25 Novembre 2021 - 17.56


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Ci risiamo: nemmeno la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne riesce a zittire ProVita e Famiglia, che approfitta dell’occasione per attaccare il diritto all’aborto e le famiglie arcobaleno. 

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In un video postato su Instagram, l’associazione cattolica principale animatrice della lotta per togliere alle donne il diritto all’aborto e alle persone Lgbtqi+ di avere una famiglia sostiene che “l’aborto è la prima causa di femminicidio”, non si capisce su quali basi. 

Inoltre, sostiene che la pratica della Gpa, la gestazione per altri (orridamente chiamato ‘utero in affitto’), sia un’ulteriore forma di violenza sulle donne. La realtà è ben diversa dato che nei paesi dove la Gpa è legale, le donne che portano avanti una gravidanza per altre coppie (non solo omosessuali, ma anche coppie eterosessuali che non possono avere figli) lo fanno per libera scelta e le legislazioni fanno attenzione a garantire un contatto tra il bambino e la madre biologica. 

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Insomma, non c’è nessun rapimento di bambini, né compravendita né altri scenari apocalittici. La gestazione per altri è un modo diverso di avere una famiglia. Tutto qui. Un metodo scelto da adulti consenzienti che sono liberi di gestire il proprio corpo e la propria vita, che a ProVita piaccia o meno. E questo ennesimo attacco a un diritto inviolabile come l’aborto è – questa sì – l’ennesima violenza contro le donne. 

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