La scelta della farmacista: "Non faccio tamponi ai no vax: mio padre tra le bare portate dall'esercito a Bergmo"

Cristiana Longhini, farmacista di Bergamo: "Le persone hanno paura di quello che non conoscono: la maggior parte non hanno capito come funziona e il vaccino e hanno paura di cose insensate". 

Cristina Longhini
Cristina Longhini
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5 Novembre 2021 - 17.26


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Una storia triste e un impegno civile per aiutare gli altri.

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“Mio padre era tra le bare portate dall’esercito, non c’era un’ambulanza, abbiamo trovato un medico che venisse a visitarlo: aveva la saturazione a 65 e una settimana dopo è morto”.

Si apre così l’intervista di Paolo Del Debbio a Cristiana Longhini, farmacista di Bergamo che ha deciso di non fare i tamponi ai no vax: “Mi sono posta come farmacista vaccinatrice, ma non mi sono presa la briga di fare i tamponi perché non vogliamo sottoporci a una valanga di persone potenzialmente positive”.

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“Per questo – continua Longhini a “Dritto e Rovescio” – ho deciso di fare solo i vaccini, negli ultimi tempi tutti quelli che volevano un tampone avevano un’aggressività unica. Ci dicevano: tu devi farmi un tampone perché io il lavoro non voglio perderlo. La mia scelta dunque deriva dal fatto che subire tutta questa rabbia e questo odio fa male. Le persone hanno paura di quello che non conoscono: la maggior parte non hanno capito come funziona e agisce il vaccino e quindi hanno paura di cose insensate”. 

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