L'ex Ilva ha deciso di buttare denaro: pagherà il costo dei tamponi ai lavoratori senza Green Pass

Fiom, Uilm e Fim: “L’azienda si farà carico dei lavoratori non vaccinati che potranno effettuare il tampone dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e domenica dalle 9 alle 14 nella farmacia Clemente nel rione Tamburi”

Acciaierie di Italia, ex Ilva

Acciaierie di Italia, ex Ilva

globalist 13 ottobre 2021
Acciaierie di Italia, l’ex Ilva, ha comunicato alle sigle sindacali che sosterrà il costo dei tamponi per i lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto che non si sono sottoposti a vaccinazione. Sono 1.600 su un totale di 8.200, gli operai che non sono in possesso di green pass.
“L’azienda si farà carico dei lavoratori non vaccinati che potranno effettuare il tampone dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e domenica dalle 9 alle 14 nella farmacia Clemente nel rione Tamburi”, fanno sapere Fiom, Uilm e Fim spiegando che “l’appuntamento dovrà essere preventivamente comunicato tramite e-mail o centralino”.
L’azienda ha precisato ai sindacati che tutti i lavoratori che “hanno inviato il green pass avranno accesso regolarmente attraverso un varco riservato mentre per tutti coloro che hanno il green pass provvisorio, ovvero a seguito di esecuzione tampone, entreranno da un altro varco”.
È stata l’ex Ilva a deciderlo, diversamente dal caso di Trieste, dove per evitare il blocco dei servizi essenziali come i trasporti marittimi, è stato il Viminale a raccomandare in una circolare alle imprese del settore “di mettere a disposizione del personale sprovvisto di green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti” precisando che gli operatori economici “potranno valutare, nella piena autonomia, ogni possibile modalità organizzativa ai fini dell’acquisizione del green pass da parte dei dipendenti sprovvisti”.
Decisione che comunque non è stata apprezzata dagli stessi portuali di Trieste che hanno detto no al tampone gratuito e ha provocato polemiche di segno opposto tra Pd e Lega.