Massacrato di botte e costretto a chiedere l'elemosina: bimbo va dai carabinieri

A 11 anni ha denunciato le violenze e le minacce subite dalla madre e dai fratelli negli ultimi quattro anni

Immagine di repertorio

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globalist 2 settembre 2021

"Mi picchiano con violenza. Da quattro anni. Ora basta prendeteli". Sono queste le parole pronunciate da un bambino rom di 11 anni davanti ai carabinieri della caserma di San Basilio, a Roma, ai quali ha raccontato di essere trattato come uno schiavo dalla madre e dai fratelli.

Per lui niente scuola, ma una quotidianità fatta di calci e pugni se si rifiutava di chiedere l'elemosina e di cercare ferro e rame nei cassonetti della spazzatura. Al piccolo era impedito anche di riposare: "La mamma mi picchia se mi addormento" ha detto, mostrando lividi e segni delle violenze subite. La donna si trova ora nel carcere di Rebibbia.


 Una storia raccapricciante che ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico e non solo. "Mi auguro che questa signora paghi duramente per i maltrattamenti inflitti a suo figlio e che il piccolo ora possa avere un futuro migliore" ha scritto Giorgia Meloni in un post su Facebook. "Non è concepibile negare in questo modo l'infanzia, la scuola, la spensieratezza e lo svago a un bambino" le parole di Licia Ronzulli, presidente della commissione parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza. "Mi auguro che a seguito dell'arresto della donna disposto dal gip la magistratura indaghi velocemente su quanto accade al campo rom abusivo di Tor Sapienza, dove il piccolo vive con la famiglia, per accertare l'eventuale presenza di altre situazioni simili. Non c'è scusa che tenga, tutti i minori devono vedere garantiti i propri diritti, al di là dell'etnia, di tradizioni specifiche e dei retaggi culturali di ciascuno". "Non un caso isolato, purtroppo, in contesti nei quali molte persone non ritengono la scuola l'opzione migliore per i propri figli" ha detto il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso della Lega in merito alla storia. "La giustizia farà il suo corso, accertando e sanzionando le responsabilità degli aguzzini di questa creatura, ma noi interroghiamoci su cosa fare di concreto per eliminare una volta per tutte queste intollerabili sacche di degrado e sottocultura".