La chat di condominio e l'avviso porta a porta: ecco come a Milano si è evitata la tragedia

Il padre della ragazza che si è accorta della gravità è corso a bussare a tutti i condomini. Settanta famiglie sono così riuscite ad evacuare in tempo

L'incendio a MIlano
L'incendio a MIlano
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31 Agosto 2021 - 12.52


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Sangue freddo e altruismo: sono questi gli ingredienti che hanno permesso ai condomini dell’edificio di Milano andato a fuoco domenica di salvarsi.

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Una ragazza che ha subito capito la gravità della situazione, un padre che è corso a bussare alle porte e una chat di condominio che si è dimostrata molto più che utile: così il rogo di via Antonini, ieri a Milano, con un grattacielo andato completamente in fumo, non si è trasformato in tragedia.

A raccontarlo sono gli abitanti del sedicesimo piano, che hanno visto fumo e fiamme salire dal livello sottostante e hanno dato l’allarme con tutti i mezzi possibili.

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“Ero appena tornato a casa dalle vacanze, ho sentito un forte odore di fumo già sul pianerottolo, mi sono affacciato dalla finestra e ho visto le volute di fumo provenire dall’appartamento di sotto al quindicesimo piano”: così un inquilino del piano alto ha raccontato, in sostanza, agli investigatori, nell’inchiesta della Procura di Milano, il momento in cui ha lanciato l’allarme per il rogo.

 “E’ stata la figlia a dare l’allarme – aggiunge Mirko Berti, un altro condomino che abita sullo stesso pianerottolo – io ero da poco uscito di casa e mi ha chiamato il mio vicino, il padre della ragazza, che è minorenne, per avvertirmi di ciò che stava avvenendo, poi ho saputo che è stata lei la prima a vedere il fumo e le fiamme che salivano dal piano sottostante, anche perché abitavano proprio dove presumibilmente c’è stato l’innesco”.

Dalla prontezza della ragazza è subito partita la comunicazione via chat dell’incendio, mentre poi il padre ha anche chiamato i vigili del fuoco e bussato a varie porte per essere sicuro di non lasciare indietro nessuno. “Il mio vicino e la figlia ovviamente non potevano raggiungere tutti, così hanno scritto sulla chat per allertarci e dirci di uscire di casa, postando anche un filmato di ciò che stava succedendo”.

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La tecnologia è servita per coordinarci e veicolare il messaggio, se siamo qui è grazie alla prontezza di tutti e al fatto che ci diamo una mano, siamo – sottolinea Berti – un gruppo coeso, unito dall’amore per il posto in cui vivevamo. La chat era nata proprio per questo, per fare il meglio possibile per il nostro condominio, dalle segnalazioni su eventuali problemi causati dalle attività commerciali vicine alla richiesta di un idraulico. Questa volta la chat ci ha salvato la vita. Poi, per fortuna, non è successo di notte, altrimenti chissà…”.

I condomini, che hanno passato la notte in varie strutture, per domani hanno richiesto all’amministratore la convocazione di un’assemblea straordinaria “per formulare un piano di azione – anticipa Berti – che vada al di là della fase emergenziale. Siamo 70 famiglie e abbiamo perso tutto: in questo momento ho solo ciò che indosso, nemmeno il computer per lavorare. Ci aspettiamo che le istituzioni vengano qui a parlare con noi, in modo da spiegare loro – conclude – quali sono le priorità per ripartire”.

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